Teide le stazioni sismiche rilevano oltre 800 terremoti in 10 ore
Il Teide registra il settimo sciame sismico in dieci anni: oltre 800 eventi in meno di 10 ore
Il sistema vulcanico del Teide è stato interessato da un nuovo episodio di sismicità, il settimo nell’arco dell’ultimo decennio. Nel corso di un intervallo temporale inferiore alle dieci ore, la rete di monitoraggio ha rilevato più di 800 eventi sismici di bassissima magnitudo nell’area del parco nazionale, confermando una dinamica che, dal 2016, si manifesta con una certa ricorrenza.
Sequenza sismica e caratteristiche tecniche
L’evento si è sviluppato tra le 17:30 di giovedì e le 04:00 di venerdì, interessando in particolare il settore occidentale di Las Cañadas. In questo intervallo, l’Instituto Geográfico Nacional (IGN) ha identificato 876 terremoti con magnitudo massima pari a 0,7 mbLg. Si tratta di valori estremamente contenuti, tali da configurare uno sciame sismico di energia molto ridotta e non percepibile dalla popolazione.
La maggior parte degli ipocentri è stata localizzata a circa 8 chilometri di profondità sotto il livello del mare, un dato coerente con le precedenti sequenze registrate nell’area. A causa della magnitudo estremamente bassa di molti segnali, non è stato possibile determinare con precisione la localizzazione individuale di ciascun evento; tuttavia, l’analisi complessiva delle forme d’onda e della distribuzione temporale indica una concentrazione dell’attività nella porzione occidentale di Las Cañadas del Teide.
Precedenti episodi analoghi
Fenomeni con caratteristiche simili si sono già verificati in diverse occasioni: nell’ottobre 2016, nel giugno 2019, nei mesi di giugno e luglio 2022, nel novembre 2024 e nell’agosto 2025. La ripetitività di tali sciami suggerisce l’esistenza di un comportamento ciclico del sistema vulcanico superficiale, legato a dinamiche interne che non hanno finora mostrato evoluzioni verso scenari eruttivi.
Interpretazioni scientifiche
L’origine di questi terremoti è ancora oggetto di studio. Secondo l’Instituto Volcanológico de Canarias (Involcan), l’ipotesi attualmente più accreditata riconduce tali sequenze all’iniezione di fluidi magmatici nel sistema idrotermale dell’isola. In questa prospettiva, la deformazione di circa 2 centimetri registrata nel settore nord-orientale del picco del Teide, insieme all’aumento delle emissioni di anidride carbonica osservato recentemente, sarebbe riconducibile alla pressione esercitata dai gas vulcanici all’interno del sistema idrotermale.
Gli specialisti escludono, allo stato attuale delle analisi, che l’episodio sia riconducibile a un’intrusione magmatica in risalita. I parametri registrati non evidenziano indicatori compatibili con precursori eruttivi nel breve o medio termine.
Significato nel contesto vulcanico di Tenerife
Sebbene non vi siano segnali che facciano prevedere un’imminente eruzione, la ripetizione di sciami sismici conferma la natura attiva del complesso vulcanico di Tenerife. Tali fenomeni rientrano nelle dinamiche ordinarie di un sistema vulcanico attivo, dove interazioni tra gas, fluidi idrotermali e strutture geologiche profonde possono generare sequenze sismiche di modesta energia senza evolvere in eventi eruttivi.
Il monitoraggio continuo delle deformazioni del suolo, delle emissioni gassose e dell’attività sismica rimane pertanto uno strumento fondamentale per valutare in modo tempestivo eventuali variazioni dello stato del sistema vulcanico e garantire un’adeguata informazione scientifica e istituzionale.