Nuova legge sulla vivienda vacacional a Tenerife in Sintesi
Il 12 novembre 2025 è stata approvata in via definitiva la Nuova legge sulla vivienda vacacional che ne regola l’utilizzo a Tenerife.
La Legge sulla Pianificazione Sostenibile dell’Uso Turistico degli Alloggi introduce un quadro regolatorio più articolato.
Impatto immediato: sospensione delle nuove licenze
L’effetto più immediato dell’entrata in vigore della normativa è la sospensione del rilascio di nuove licenze per gli alloggi turistici. Tale sospensione rimarrà in vigore fino a quando ogni Comune non avrà adeguato i propri strumenti urbanistici ai criteri e agli standard stabiliti dalla legge regionale.
I tempi previsti per questi adeguamenti variano in modo significativo:
- 2–5 anni nei Comuni dotati di pianificazione più aggiornata e strumenti tecnici adeguati.
- Tempi potenzialmente molto più lunghi nei Comuni con minori risorse amministrative o con iter urbanistici più complessi.
Ridefinizione delle competenze amministrative
La legge riorganizza profondamente la distribuzione delle competenze tra le istituzioni coinvolte nella gestione delle attività di affitto turistico:
- I Cabildos, finora autorità principali in materia, vengono limitati alla gestione del registro ufficiale delle attività.
- Le funzioni di vigilanza, controllo e sanzione vengono trasferite ai Comuni e alle rispettive polizie locali, superando il precedente modello basato sulla cosiddetta “polizia turistica”, considerata insufficiente rispetto ai volumi attuali di attività.
Obbligo di ispezione di tutte le licenze esistenti
La normativa introduce un piano di controllo sistematico:
- Tutte le licenze attualmente vigenti dovranno essere ispezionate.
- Le ispezioni dovranno iniziare entro sei mesi e concludersi entro quattro anni.
- Le licenze che risulteranno irregolari saranno revocate in via definitiva e potranno essere soggette a sanzioni amministrative.
Situazione delle strutture già operative
Gli attuali titolari di alloggi per uso turistico si trovano in una delle seguenti condizioni:
- Licenza pienamente conforme, con tutta la documentazione completa e regolare.
- Licenza presentata correttamente ma con documentazione accessoria mancante, come l’autorizzazione di “attività classificata” o altri certificati in corso di ottenimento.
- Assenza di licenza o registrazione irregolare/non conforme.
Per ciascuna situazione la normativa prevede percorsi diversi:
- Caso 1 – Licenza conforme:
È possibile richiedere lo status di attività di affitto turistico consolidata. Questo riconoscimento consente di continuare l’attività fino all’adozione dei nuovi criteri urbanistici da parte del Comune, con una tutela minima stimata in circa dieci anni. - Caso 2 – Documentazione incompleta ma ottenibile:
Se gli atti mancanti possono essere ottenuti entro quattro anni, è possibile rientrare nel primo gruppo e aspirare allo status di attività consolidata. - Caso 3 – Licenza valida ma non regolarizzabile o priva di requisiti:
L’attività potrà proseguire per un massimo di cinque anni dall’entrata in vigore della legge. Trascorso questo periodo, la licenza verrà revocata. - Attività prive di licenza:
In caso di svolgimento dell’attività senza autorizzazione, l’unità abitativa sarà immediatamente chiusa una volta accertata l’irregolarità e saranno applicate le relative sanzioni.
Limiti quantitativi e prospettive future
Uno dei principi cardine della nuova regolamentazione stabilisce che la quota di abitazioni destinate all’affitto turistico non possa superare il 10% della capacità abitativa di ciascun Comune. Questo limite, finalizzato a garantire sostenibilità e controllo del fenomeno, rende particolarmente importante muoversi con tempestività per mantenere o acquisire uno spazio all’interno del contingente autorizzabile.
Considerazioni operative per i titolari
L’implementazione della normativa richiederà tempi lunghi e un’attenta attività di adeguamento da parte delle amministrazioni locali. Per gli operatori già attivi è essenziale:
- Individuare con precisione la propria situazione amministrativa, valutando in quale delle categorie previste rientri la propria attività.
- Pianificare con anticipo la produzione o l’aggiornamento della documentazione, adeguandosi ai requisiti richiesti dalla nuova normativa.
- Attivare un cronoprogramma realistico, considerando che quattro anni rappresentano un periodo estremamente breve nell’ambito delle procedure burocratiche pubbliche.
Una gestione tempestiva e strutturata del processo di adeguamento aumenterà le possibilità di mantenere l’attività nel nuovo quadro normativo.
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