Il governo avverte migliaia di viviendas vacacionales saranno cancellate a marzo


Il governo avverte migliaia di viviendas vacacionales saranno cancellate a marzo

Il Dipartimento regionale competente in materia di turismo ha promosso un ricorso dinanzi alla Corte Suprema contro il nuovo quadro normativo statale relativo al registro unico delle locazioni turistiche, contestandone la legittimità e gli effetti applicativi. Parallelamente, è stata formalmente richiesta al Ministero dell’Industria e del Turismo l’abrogazione della disciplina che prevede l’istituzione di un registro centralizzato, il quale comporterebbe la cancellazione automatica delle iscrizioni per i soggetti che non completino la procedura entro il termine del 2 marzo.

Quadro numerico e criticità operative

Secondo i dati ufficiali forniti dall’amministrazione statale, a fronte di circa 415.000 unità immobiliari destinate alla locazione turistica registrate a livello nazionale, soltanto 27.700 risultano aver adempiuto all’obbligo di versamento della caparra previsto dal nuovo decreto ministeriale. Il provvedimento stabilisce che, decorso il termine fissato, le registrazioni incomplete vengano automaticamente annullate.

La cancellazione determinerebbe, per i proprietari interessati, la necessità di avviare ex novo l’iter amministrativo, con ulteriori oneri economici e possibili interruzioni dell’attività. In tale contesto, le autorità regionali hanno segnalato il rischio concreto di una significativa esclusione dal mercato regolare di numerose strutture ricettive già operative.

Conflitto di competenze e doppia registrazione

La posizione del governo regionale si fonda sulla presunta violazione delle competenze attribuite alle comunità autonome in materia di ordinamento turistico. L’istituzione di un registro statale parallelo a quello regionale verrebbe a generare, secondo l’amministrazione autonoma, una duplicazione degli adempimenti per il medesimo immobile, con conseguente incertezza giuridica.

Ulteriore elemento di frizione riguarda il diverso inquadramento della legittimità delle abitazioni destinate all’uso turistico: immobili considerati conformi alla normativa regionale sarebbero ritenuti irregolari a livello ministeriale, con ripercussioni anche sulla loro commercializzazione e sulla permanenza nelle piattaforme di intermediazione.

Nel ricorso presentato alla Corte Suprema viene inoltre evidenziato un possibile contrasto con la normativa ipotecaria vigente e con la disciplina europea di riferimento. Secondo la ricostruzione regionale, la regolamentazione nazionale si discosterebbe dal regolamento dell’Unione Europea, che trova applicazione diretta negli ordinamenti degli Stati membri.

Conferenza settoriale sul turismo e criticità tecniche

La questione è stata oggetto di confronto istituzionale durante la Conferenza settoriale sul turismo tenutasi a Madrid, alla quale hanno preso parte rappresentanti del governo centrale e delle comunità autonome. In tale sede sono state segnalate persistenti difficoltà tecniche nell’accesso e nell’integrazione con il sistema statale di sportello unico digitale.

Secondo quanto riferito, tali criticità impedirebbero una piena operatività amministrativa e potrebbero compromettere la continuità dell’attività per numerosi proprietari, in particolare nelle cosiddette “isole verdi”, con il rischio di esclusione dalle principali piattaforme di promozione turistica in assenza del nuovo requisito ministeriale.

Impatto economico e attrattività del mercato

Il comparto delle case vacanza nell’arcipelago continua a rappresentare un settore di forte interesse per investitori europei, anche alla luce di una domanda turistica consolidata. Le nuove disposizioni normative introducono tuttavia elementi di incertezza regolatoria che potrebbero incidere sulle decisioni di investimento e sulla stabilità del mercato.

Gestione dei fondi europei e programmazione finanziaria

Nel corso dell’incontro settoriale è stata inoltre affrontata la gestione delle risorse del programma Next Generation EU, con particolare riferimento ai ritardi accumulati nell’attivazione dei bandi e nell’assegnazione dei finanziamenti.

Le autorità regionali hanno sottolineato che l’assenza di coordinamento tempestivo avrebbe esposto il territorio al rischio di perdere parte delle risorse disponibili. È stata inoltre evidenziata la necessità di una maggiore flessibilità operativa accompagnata da strumenti attuativi concreti, al fine di garantire l’effettiva realizzazione dei progetti finanziati.

Infrastrutture, connettività e Regime Economico e Fiscale

In conclusione, è stata ribadita l’esigenza di rafforzare gli investimenti statali nelle infrastrutture di trasporto e nella connettività dell’arcipelago, ritenute strategiche per la competitività del sistema turistico. È stato inoltre richiesto il pieno rispetto del Regime Economico e Fiscale delle Canarie (REF), con particolare riferimento alla reintroduzione, nel Bilancio Generale dello Stato, di una specifica dotazione per le infrastrutture turistiche, eliminata nel 2023.

L’evoluzione del contenzioso dinanzi alla Corte Suprema e gli esiti del confronto interistituzionale saranno determinanti per definire l’assetto normativo definitivo del settore e per garantire certezza regolatoria agli operatori economici coinvolti.


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