Cosa sta succedendo sul Teide ecco cosa dicono gli esperti


Cosa sta succedendo sul Teide ecco cosa dicono gli esperti

Negli ultimi giorni è stata registrata un’anomala attività sismica nell’area del Teide, il complesso vulcanico situato al centro dell’isola di Tenerife. Le rilevazioni effettuate dall’Istituto Geografico Nazionale (IGN) e dall’Istituto Vulcanologico delle Canarie (Involcan) hanno evidenziato una sequenza di eventi che ha richiesto un’analisi approfondita da parte delle autorità scientifiche competenti.

Sequenza degli eventi registrati

A partire dal 7 febbraio 2026, la Rete Sismica delle Canarie ha individuato uno sciame sismico localizzato nel settore sud-occidentale della caldera di Las Cañadas. Fino ad oggi sono stati rilevati oltre 260 terremoti di bassa magnitudo, con ipocentri generalmente compresi tra gli 8 e i 12 chilometri di profondità.

Tutti gli eventi registrati presentano valori contenuti: la magnitudo massima osservata è stata pari a 1,7 ML (magnitudo locale), un livello non percepibile dalla popolazione e compatibile con fenomeni di dinamica interna tipici dei sistemi vulcanici attivi.

Tre giorni dopo l’inizio dello sciame, è stato inoltre rilevato un segnale sismico continuo a bassa frequenza (tra 2 e 10 Hz) con caratteristiche considerate insolite per l’isola. Questo segnale, iniziato alle 08:40 del 10 febbraio, ha raggiunto la massima ampiezza tra le 09:00 e le 10:15. Nelle prime ore dell’11 febbraio, tra le 04:30 e le 05:00, si è registrato un nuovo episodio con caratteristiche simili, sebbene di minore intensità e durata.

L’elemento distintivo non riguarda tanto la tipologia del segnale — già osservata in passato — quanto la sua continuità temporale: una manifestazione di tale durata non era mai stata documentata prima sull’isola.

Convocazione straordinaria del Comitato scientifico Pevolca

Alla luce di questi dati, il Comitato scientifico del Piano Speciale di Protezione Civile e Risposta alle Emergenze per il Rischio Vulcanico delle Canarie (Pevolca) è stato convocato in sessione straordinaria per analizzare la situazione e fornire indicazioni alle autorità.

Al termine della riunione, è stato chiarito che l’attività osservata non indica un’eruzione imminente né nel breve né nel medio termine. È stato tuttavia ribadito che Tenerife costituisce un sistema vulcanico attivo e che fenomeni di questo tipo rientrano nella dinamica interna dell’edificio vulcanico.

Interpretazione scientifica dei fenomeni osservati

L’ipotesi attualmente ritenuta più probabile attribuisce la sismicità a processi di pressurizzazione e circolazione di fluidi idrotermali in profondità. Questo meccanismo è coerente con gran parte dell’attività sismica registrata negli ultimi anni sull’isola.

La localizzazione preliminare dei segnali continui coincide approssimativamente con l’area in cui si concentrano gli ipocentri dello sciame sismico. Inoltre, negli ultimi anni sono stati osservati altri indicatori compatibili con una persistente attività interna, come l’aumento del flusso diffuso di anidride carbonica nel cratere del Teide monitorato a partire dal 2016.

Tali parametri rientrano nel sistema ordinario di sorveglianza vulcanica e vengono analizzati in modo integrato insieme a deformazioni del suolo, emissioni gassose e ulteriori segnali geofisici.

Rischio eruttivo: stato attuale

Le istituzioni scientifiche sottolineano che, allo stato attuale, non si registra un incremento della probabilità di un’eruzione vulcanica a breve o medio termine.

Tenerife è storicamente un territorio vulcanico attivo: negli ultimi 600 anni sono state documentate sei eruzioni storiche, mentre negli ultimi 11.700 anni se ne stimano diverse decine, probabilmente prossime al centinaio. Episodi di sismicità come quello attuale confermano la persistenza dell’attività magmatica e idrotermale in profondità, ma non costituiscono, di per sé, un indicatore di imminenza eruttiva.

Misure di monitoraggio e prevenzione

Il Cabildo ha invitato alla calma, ribadendo che la situazione è sotto costante osservazione da parte delle reti di monitoraggio scientifico. È stata inoltre annunciata una nuova riunione del Comitato scientifico del Pevolca per il 19 febbraio, al fine di aggiornare l’analisi dei dati.

Parallelamente, diversi comuni dell’isola effettueranno esercitazioni di simulazione di emergenza vulcanica, analoghe a quella organizzata a Garachico nel mese di settembre. Tali attività rientrano nei protocolli di prevenzione e pianificazione, finalizzati a garantire un’elevata preparazione operativa in caso di necessità.

Sintesi

L’attuale sciame sismico e i segnali a bassa frequenza registrati nell’area del Teide rappresentano un episodio di attività interna coerente con la natura attiva del sistema vulcanico di Tenerife. Le analisi in corso indicano processi profondi legati alla dinamica dei fluidi idrotermali e non evidenziano, al momento, condizioni compatibili con un’eruzione imminente.

Il sistema di sorveglianza rimane attivo e costantemente aggiornato, in coordinamento con le autorità di protezione civile, nell’ambito di un protocollo consolidato di gestione del rischio vulcanico.

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