Teide rilevato un segnale sismico costante e senza precedenti


Teide rilevato un segnale sismico costante e senza precedenti

Un segnale sismico continuo della durata di circa un’ora, definito dagli esperti come un fenomeno mai registrato in precedenza nell’area di Las Cañadas del Teide, è stato rilevato nella mattinata di martedì dai sistemi di monitoraggio geofisico. L’evento ha determinato la convocazione di una riunione straordinaria del comitato consultivo del Piano speciale di protezione civile e risposta alle emergenze per il rischio vulcanico della Comunità Autonoma delle Isole Canarie (PEVOLCA), al fine di valutare il significato scientifico del fenomeno e le sue eventuali implicazioni.

Al termine dell’incontro, gli enti scientifici coinvolti hanno escluso la presenza di segnali riconducibili a precursori di un’eruzione vulcanica nel breve o medio termine. Secondo le valutazioni tecniche condivise, l’evento non presenta caratteristiche compatibili con processi eruttivi imminenti né con dinamiche di intrusione magmatica.

Gli esperti hanno inoltre ribadito che le anomalie di deformazione del suolo e di emissione di gas rilevate nell’area a partire dal 2023 continuano a essere monitorate con attenzione, ma al momento non mostrano evoluzioni tali da configurare scenari di rischio. Tali fenomeni, pur rappresentando elementi di interesse scientifico, rientrano nei livelli di variabilità considerati compatibili con l’attività vulcanica di fondo del complesso del Teide.

Nel contesto degli ultimi giorni, le reti di sorveglianza sismica hanno registrato oltre un centinaio di terremoti di bassa magnitudo, con valori medi compresi tra 1,6 e 2. Gli eventi si sono verificati a profondità significative, motivo per cui non sono stati percepiti dalla popolazione. Questa sismicità è stata concentrata prevalentemente nell’area di Las Cañadas e collocata a profondità comprese tra i 10 e i 12 chilometri.

Il segnale sismico continuo rilevato nell’area di Las Cañadas del Teide ha avuto inizio alle ore 8:45 e si è protratto fino alle 10:15, distinguendosi nettamente dalla sismicità convenzionale registrata a partire dal fine settimana precedente nel settore occidentale della stessa area. A differenza dei terremoti tradizionali, caratterizzati da eventi discreti e localizzabili, il fenomeno osservato presenta una natura differente e più complessa.

Non si tratta infatti di scosse isolate, ma di un’attività di tipo continuo e pulsante, che si sovrappone al rumore sismico di fondo e agli altri segnali già presenti. Questa caratteristica rende impossibile una localizzazione puntuale del segnale come avviene per i terremoti ordinari. Le analisi preliminari, tuttavia, indicano che la sorgente del fenomeno si collocherebbe nuovamente a una profondità di circa 12 chilometri, in linea con quella delle recenti manifestazioni sismiche profonde registrate nell’area.

Nel corso degli ultimi quattro giorni, i sistemi di monitoraggio hanno rilevato oltre un centinaio di eventi sismici, per la maggior parte di bassa magnitudo. Nessuno dei terremoti registrati nel fine settimana ha superato valori di magnitudo 1,7, confermando la debolezza energetica complessiva del fenomeno e la sua totale impercettibilità per la popolazione.

Dal punto di vista interpretativo, questa ricorrenza sismica viene associata a movimenti di fluidi in profondità. Nel contesto geologico di Tenerife, il magma tende ad accumularsi sotto la crosta terrestre a profondità comprese tra i 10 e i 12 chilometri per periodi molto lunghi, che possono estendersi per anni o decenni. È in questo ambito che si colloca l’ipotesi più accreditata per spiegare i segnali osservati, senza che ciò implichi necessariamente un’evoluzione verso fasi eruttive.

Tali dinamiche profonde interagiscono con il sistema idrotermale dell’isola, contribuendo a spiegare anche le deformazioni del suolo e le emissioni gassose rilevate negli ultimi anni dagli organismi di sorveglianza vulcanologica. Questi fenomeni, pur essendo attentamente monitorati, rientrano in un quadro di attività coerente con lo stato attuale del sistema vulcanico.

Nonostante il numero di eventi registrati e l’eccezionalità del segnale continuo rilevato nella giornata di martedì, le valutazioni scientifiche convergono su un messaggio chiaramente rassicurante. Le caratteristiche dell’attività in corso non sono assimilabili a quelle osservate in altri contesti immediatamente precedenti a un’eruzione, né indicano la presenza di precursori di un evento eruttivo nel breve o medio termine. In diversi sistemi vulcanici a livello globale, segnali continui di questo tipo possono persistere anche per lunghi periodi, senza sfociare in manifestazioni eruttive.

La riunione convocata nella giornata odierna ha avuto esclusivamente finalità informative e di coordinamento tecnico-scientifico. Non è stata pertanto disposta l’attivazione di alcun piano di emergenza. Il segnale rilevato è caratterizzato da una magnitudo estremamente bassa ed è rilevabile unicamente grazie all’elevata sensibilità della rete di monitoraggio sismico, composta da circa 10–15 stazioni distribuite sul territorio insulare. Si tratta di un fenomeno molto debole, del tutto impercettibile per la popolazione, che si inserisce in un quadro di attività vulcanica sostanzialmente stabile e comparabile a quello osservato a partire dal 2023.

Nel quadro complessivo dell’analisi, le autorità scientifiche e di protezione civile concordano nel ritenere che non sussistano, allo stato attuale, motivi di allarme. Le dinamiche osservate non mostrano analogie con quelle documentate nelle settimane precedenti l’eruzione di La Palma, né indicano l’attivazione di processi vulcanici comparabili. Di conseguenza, non è stata disposta l’attivazione di alcun piano di emergenza, pur restando operativo il monitoraggio continuo e coordinato del sistema vulcanico.


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