Come sono avvenute le ultime eruzioni a Tenerife, I vulcani hanno sempre dato l’allarme
L’isola di Tenerife presenta una storia eruttiva caratterizzata da intervalli pluridecennali o secolari tra un evento e l’altro, con una frequenza stimata, su scala storica, compresa orientativamente tra i 100 e i 200 anni. L’ultima eruzione registrata sull’isola è stata quella del Chinyero nel 1909, localizzata nel settore nord-occidentale di Las Cañadas, ai margini del complesso del Teide. L’evento ebbe una durata di circa dieci giorni.
Il caso del Chinyero (1909): una lunga fase precursoria
Sebbene all’inizio del XX secolo non esistessero reti di monitoraggio strumentale paragonabili a quelle attuali, l’eruzione del 1909 non si manifestò in modo improvviso. Le ricostruzioni storiche indicano che l’attività sismica precursoria fu percepita, seppur debolmente, per un periodo di diversi anni. Tuttavia, a partire dal gennaio 1909 si registrò un incremento significativo dell’intensità e della frequenza dei terremoti, culminato con l’apertura della bocca eruttiva il 18 novembre dello stesso anno, circa dieci mesi dopo l’inizio della fase sismica più marcata.
Gli studi sul vulcanismo storico delle Canarie evidenziano come le eruzioni documentate a Tenerife siano state sistematicamente precedute da segnali percepibili dalla popolazione, in particolare sciami sismici avvertiti in ampie porzioni dell’isola. I periodi di allerta possono variare sensibilmente: in alcuni casi si protraggono per anni, in altri si limitano a pochi giorni o settimane. In ogni circostanza, tuttavia, si sono manifestati indizi premonitori dell’attività magmatica in atto in profondità.
Il monitoraggio scientifico contemporaneo
L’attuale sistema di sorveglianza vulcanica rappresenta un elemento di significativa rassicurazione per la popolazione. Le reti moderne, dotate di stazioni altamente sensibili, consentono di rilevare micro-sismicità di magnitudo molto bassa, ben al di sotto della soglia di percezione umana (generalmente intorno a magnitudo 3).
La prima stazione sismica installata all’interno del Parque Nacional del Teide risale al 1990. Pertanto, i dati strumentali coprono un arco temporale relativamente breve rispetto alle scale geologiche del sistema vulcanico insulare. Ciò significa che la comprensione scientifica attuale si basa su una combinazione di misurazioni recenti e ricostruzioni storiche, queste ultime talvolta incomplete o imprecise.
L’eventuale riattivazione del sistema vulcanico, qualora supportata da evidenze scientifiche convergenti, verrebbe oggi identificata con largo anticipo rispetto al passato, grazie all’integrazione di dati sismici, deformativi e geochimici. In epoche precedenti, invece, il tempo di preavviso era determinato esclusivamente dall’intensità dei terremoti percepiti.
Percezione sociale e contesto storico
L’interpretazione degli eventi sismici non dipende unicamente dai parametri fisici, ma anche dal contesto storico e dalla percezione collettiva del rischio. Nel caso del 1909, l’aumento dell’attenzione pubblica nei confronti dei terremoti potrebbe essere stato influenzato dal devastante sisma che colpì Messina nel dicembre 1908. Sebbene i terremoti registrati a Tenerife non presentassero magnitudo o impatti comparabili, il clima emotivo e informativo dell’epoca contribuì a generare apprensione nella popolazione.
La reazione sociale, dunque, si configura come il risultato di un’interazione tra esperienza diretta, memoria collettiva e informazioni disponibili. Questo elemento è particolarmente rilevante in territori vulcanici dove lunghi periodi di quiete possono attenuare la consapevolezza del rischio.
Eruzioni precedenti: 1798 e 1704–1705
Un’eruzione precedente a quella del 1909 si verificò tra giugno e settembre 1798 sul Chahorra, situato sul fianco del Pico Viejo, nel complesso del Teide. Anche in questo caso si registrarono fenomeni sismici, sebbene con intensità inferiore rispetto al Chinyero: le scosse furono percepite principalmente nelle località di La Orotava e Icod.
Ancora più significativo fu il ciclo eruttivo del 1704–1705. Le cronache dell’epoca riportano numerosi terremoti di forte intensità, avvertiti in centri abitati come Arafo, la valle di Güímar e la valle de La Orotava. Le scosse, iniziate il 24 dicembre 1704, causarono crolli di edifici in muratura e provocarono vittime, in un contesto costruttivo non adeguato a resistere a sollecitazioni sismiche rilevanti. L’intensità dei terremoti fu tale da occupare un ruolo predominante nei resoconti storici, talvolta più delle stesse eruzioni che seguirono circa una settimana dopo.
Considerazioni conclusive
L’analisi delle eruzioni storiche di Tenerife evidenzia un elemento costante: l’attività vulcanica è stata preceduta da segnali riconoscibili, in particolare di natura sismica. La differenza sostanziale rispetto al passato risiede oggi nella capacità di intercettare tali segnali in fase precoce, grazie a strumentazioni ad alta sensibilità e a protocolli di monitoraggio continuo.
La comprensione del rischio vulcanico sull’isola richiede pertanto un approccio integrato che consideri la dimensione geologica, l’evoluzione storica degli eventi e la percezione sociale, in un quadro di vigilanza scientifica permanente.