Tenerife registra un nuovo sciame sismico a Las Cañadas del Teide
Tenerife è interessata da una rinnovata attività sismica concentrata nella zona occidentale di Las Cañadas del Teide, all’interno del complesso vulcanico dominato dal Teide. Secondo quanto comunicato dall’Instituto Geográfico Nacional (IGN), la nuova sequenza è iniziata intorno alle ore 23:00 del 18 febbraio e si è protratta per diverse ore, configurandosi come uno sciame sismico composto prevalentemente da eventi ibridi di bassa magnitudo.
Caratteristiche tecniche degli eventi registrati
Le scosse rilevate presentano magnitudo inferiori a 0,7–0,8 mbLg e, per tale ragione, non sono state percepite dalla popolazione. L’individuazione è avvenuta esclusivamente tramite la Rete Sismica Nazionale. La profondità ipocentrale stimata si colloca tra i 7 e gli 8 chilometri.
Il numero di eventi contabilizzati varia in base alle diverse fasi di analisi: in alcune sequenze sono stati superati i 1.400 terremoti, mentre in episodi più recenti sono stati registrati circa 950 o 755 eventi ibridi. L’IGN precisa che tali cifre potrebbero essere oggetto di revisione, poiché numerosi segnali presentano ampiezza molto debole e richiedono ulteriori verifiche strumentali.
Nel corso delle ultime settimane si sono inoltre osservati:
- eventi a bassa frequenza (LP), caratterizzati da maggiore energia rispetto alla media dello sciame;
- un segnale sismico anomalo, continuo e di lunga durata (circa 90 minuti), registrato 48 ore dopo una precedente sequenza di circa 90 scosse;
- variazioni nelle forme d’onda, con progressiva riduzione dell’ampiezza e aumento della frequenza degli eventi fino a renderli quasi impercettibili nelle prime ore del mattino successivo.
Inquadramento storico e ricorrenza del fenomeno
L’area occidentale di Las Cañadas del Teide non è nuova a episodi di questo tipo. Sciami con caratteristiche analoghe sono stati documentati nel novembre 1980, nell’ottobre 2016, nel giugno 2019, nel giugno e luglio 2022, oltre che in diversi momenti tra il 2024 e il 2026. L’episodio attuale rappresenta uno dei numerosi sciami registrati dal 2016 e rientra in una dinamica già osservata nel sistema vulcanico dell’isola.
Valutazione del rischio vulcanico
Nonostante l’elevato numero di eventi registrati, l’Instituto Geográfico Nacional sottolinea che questo tipo di sciame sismico ibrido non implica un incremento del rischio eruttivo a breve termine. Tali fenomeni sono considerati compatibili con la normale dinamica di un sistema vulcanico attivo e costantemente monitorato.
L’isola dispone di una rete di oltre cento stazioni e punti di campionamento dedicati al controllo continuo dei principali parametri geofisici e geochimici: sismicità, deformazioni del suolo e variazioni nella composizione dei gas. Questo sistema consente un monitoraggio in tempo reale di eventuali anomalie che possano indicare un’evoluzione del pericolo su scala temporale breve, media o lunga.
Coordinamento istituzionale e monitoraggio scientifico
Il comitato scientifico del Piano di protezione civile per il rischio vulcanico nelle Isole Canarie (Pevolca) si è riunito per analizzare l’insieme dei dati raccolti e valutare l’andamento della sequenza sismica. Le autorità insulari hanno ribadito l’importanza di mantenere un livello elevato di vigilanza, coordinamento operativo e preparazione tecnica.
Parallelamente, l’Istituto Vulcanologico delle Canarie (Involcan) ha rafforzato la strumentazione scientifica disponibile, includendo l’impiego di gravimetri quantistici destinati ad approfondire lo studio dei processi magmatici e delle eventuali variazioni nella distribuzione delle masse in profondità.
Quadro generale
L’attuale sequenza sismica si inserisce in un contesto di intensa attività registrata nell’ultima settimana, con più episodi ravvicinati e numerosi microeventi concentrati nella stessa area. Sebbene l’elevato numero di scosse possa suscitare attenzione, le caratteristiche fisiche e la profondità degli eventi, unite alle valutazioni ufficiali degli enti competenti, indicano un fenomeno monitorato e, allo stato attuale, privo di segnali che suggeriscano un’imminente evoluzione eruttiva.