Regolamentazione della mobilità nel Parco nazionale del Teide
Verso la regolamentazione della mobilità nel Parco Nazionale del Teide: controlli agli accessi e gestione dei flussi entro un anno
Il Cabildo di Tenerife prevede un periodo di circa dodici mesi per avviare un sistema strutturato di regolamentazione della mobilità nel Parco Nazionale del Teide, una volta completato il trasferimento delle competenze da parte del Governo delle Isole Canarie. L’obiettivo è affrontare in modo organico le criticità legate all’elevata pressione turistica, alla carenza di parcheggi e alla tutela di uno degli spazi naturali più sensibili dell’arcipelago.
Il processo si inserisce nel quadro del Piano Generale di Uso e Gestione del Parco Nazionale del Teide, recentemente oggetto di attenzione anche in sede giudiziaria. Il documento non si limita agli aspetti strettamente ambientali, ma integra in maniera esplicita la gestione degli accessi e della mobilità, introducendo misure transitorie orientate a un uso più ordinato e sostenibile dell’area. Tra queste figurano il rafforzamento del trasporto collettivo e l’introduzione di controlli sugli accessi in specifiche fasce orarie.
Un elemento centrale della strategia riguarda la disponibilità limitata di aree di sosta, organizzate in punti definiti (“isole di parcheggio”), per le quali sarà necessario attivare un sistema di controllo degli accessi analogo a quello già in uso per gli escursionisti. L’accesso con veicolo privato verrebbe pertanto subordinato a meccanismi di autorizzazione preventiva, con l’obiettivo di ridurre il congestionamento e l’impatto ambientale.
Esperienze recenti hanno dimostrato l’efficacia di soluzioni alternative: in occasione dell’ultima nevicata nel Parco, l’attivazione di un servizio di autobus navetta ha consentito di fluidificare l’afflusso dei visitatori, migliorando la sicurezza e permettendo una fruizione più ordinata dell’evento naturale.
Parallelamente, è stata introdotta una tariffa di accesso alla cima del Teide e ad alcuni sentieri, con esenzione per i residenti di Tenerife. La misura non ha finalità fiscali, ma risponde a esigenze di controllo dei flussi e di regolazione delle visite, al fine di bilanciare la fruizione pubblica con la conservazione dell’ambiente naturale. Questo approccio si inserisce in una strategia più ampia volta a garantire una gestione responsabile delle aree più fragili, come già avvenuto in altri contesti naturali dell’isola.
L’introduzione dell’ecotassa rappresenta una fase ulteriore di un percorso avviato nei mesi precedenti, che ha incluso anche l’obbligo di dotazioni adeguate per l’accesso alla vetta, in considerazione delle condizioni climatiche di alta montagna e dei rischi legati a comportamenti imprudenti.
I primi dati sull’ecotassa del Teide
Nelle prime 24 ore di applicazione dell’ecotassa per l’accesso al Parco Nazionale del Teide, attivata tramite la piattaforma digitale Tenerife ON, il Consiglio Insulare ha registrato un introito complessivo di 13.243 euro, al lordo delle commissioni bancarie.
Nel primo giorno di funzionamento del sistema sono state effettuate 704 prenotazioni, di cui 424 soggette a pagamento in quanto riferite a visitatori non residenti o a profili non esenti. Complessivamente, per la giornata considerata sono stati gestiti 1.346 posti: 46 riservati a residenti di Tenerife, 36 a residenti delle Isole Canarie, 108 a minori di 16 anni e 1.156 a visitatori non residenti.
Il volume delle prenotazioni risulta in linea con le settimane precedenti all’introduzione della tariffa, durante le quali si erano registrati flussi analoghi. Per quanto riguarda le visite guidate, nella stessa giornata sono state attivate sei prenotazioni di guide autorizzate, per un totale di 28 partecipanti.
L’ecotassa, che può raggiungere un importo massimo di 25 euro per visitatore non residente, è finalizzata a sostenere la conservazione del Parco Nazionale del Teide, a regolare la pressione turistica, a migliorare la qualità dell’esperienza di visita e a garantire la protezione di un sito riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Le risorse economiche raccolte saranno destinate a interventi di tutela ambientale, sistemi di controllo degli accessi, miglioramento delle infrastrutture, attività di sorveglianza e iniziative orientate alla sostenibilità ambientale, rafforzando così un modello di gestione basato sulla conservazione a lungo termine e sull’uso responsabile del territorio.