La nuova tassa dell’Unione Europea per acquistare online dalla Cina


La nuova tassa dell’Unione Europea per acquistare online dalla Cina

La nuova normativa dell’Unione Europea destinata a entrare in vigore dal 1° luglio è destinata ad avere un impatto particolarmente rilevante sugli utenti di Tenerife e delle Isole Canarie che effettuano acquisti online tramite piattaforme di e-commerce con sede in Cina, come Temu, AliExpress o Shein. La misura prevede l’introduzione di una tariffa fissa di tre euro per ciascun pacco proveniente da tali operatori, modificando in modo sostanziale l’attuale quadro regolatorio e logistico.

Secondo diverse realtà che operano nel contesto insulare, tra cui forum e piattaforme specializzate nella semplificazione delle procedure doganali come Autodespacho Canarias, questa novità rischia di rendere di fatto impraticabile l’acquisto online da parte dei consumatori canari. L’elemento critico risiede nel superamento di un principio che finora ha sostenuto la forte espansione di queste piattaforme: l’esenzione dai dazi doganali per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro. Con l’abolizione di tale soglia e l’introduzione della nuova tariffa, il costo finale degli acquisti subirebbe un incremento significativo, con effetti particolarmente penalizzanti per i territori insulari.

Il nuovo quadro normativo, definito a livello comunitario, introduce un cambiamento strutturale nelle dinamiche dell’e-commerce internazionale. La tariffa di tre euro si applica ad alcune spedizioni provenienti da Paesi terzi che vengono gestite tramite il sistema IOSS (Import One-Stop Shop), uno strumento concepito per semplificare la riscossione dell’IVA nelle importazioni di basso valore. Tuttavia, questo sistema non è utilizzato nelle Isole Canarie, che sono soggette a un regime fiscale e doganale speciale distinto da quello del resto dell’Unione Europea.

Proprio questa specificità rende la misura, pur presentata come neutra e uniformemente applicabile, potenzialmente discriminatoria. Le Isole Canarie, a causa della loro condizione di regione ultraperiferica e del loro assetto fiscale particolare, subirebbero un impatto sproporzionato rispetto ad altri territori europei. Il risultato concreto sarebbe un aumento significativo dei costi complessivi per il consumatore finale, dovuto non solo alla nuova tariffa, ma anche ai costi fissi di gestione doganale e di spedizione applicati dalle società di trasporto.

In termini pratici, ciò potrebbe tradursi in situazioni in cui il costo di sdoganamento e di consegna supera di gran lunga il valore del bene acquistato, rendendo economicamente irrazionale l’operazione. Questo scenario comporterebbe una drastica riduzione degli acquisti online, con conseguenze dirette sull’accesso dei cittadini canari a un’ampia gamma di prodotti, spesso non disponibili sul mercato locale, e su livelli di concorrenza che finora hanno contribuito a contenere i prezzi.

Le ricadute non si limiterebbero ai singoli consumatori, ma inciderebbero anche sul tessuto economico complessivo delle isole, riducendo la varietà dell’offerta, limitando la libertà di scelta e accentuando le difficoltà strutturali già legate all’insularità e alla distanza dai principali mercati europei.

Alla luce di queste criticità, viene richiesta l’applicazione dell’articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che consente l’adozione di misure specifiche per le regioni ultraperiferiche qualora la legislazione generale produca effetti negativi o sproporzionati. L’obiettivo è garantire un principio di uguaglianza sostanziale, tenendo conto delle condizioni economiche, geografiche e fiscali peculiari delle Isole Canarie, che risultano essere l’unica regione ultraperiferica direttamente interessata da questa particolare configurazione normativa.

La posizione espressa da operatori e utenti insulari è che una norma formalmente uniforme non possa generare effetti asimmetrici tali da penalizzare in modo sistematico un territorio specifico. Da qui l’appello alle autorità competenti affinché intervengano per introdurre correttivi o eccezioni che evitino un impatto sproporzionato sull’economia e sui consumatori delle Isole Canarie, preservando condizioni di accesso eque al commercio elettronico internazionale.


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