Perché lo stesso sconto sul carburante non viene applicato a Tenerife
L’annuncio del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez relativo alla riduzione dell’IVA sui carburanti ha suscitato aspettative anche a Tenerife. Tuttavia, a Tenerife e nel contesto dell’arcipelago tale misura non produce effetti concreti sui prezzi alla pompa. La ragione risiede nel particolare regime fiscale di cui godono le Canarie, profondamente diverso rispetto a quello della Spagna peninsulare.
Un sistema fiscale distinto: il ruolo dell’IGIC
A differenza del resto del Paese, a Tenerife e nelle Canarie non si applica l’IVA sui carburanti. Al suo posto è in vigore l’IGIC (Imposta Indiretta Generale delle Canarie), con un’aliquota significativamente più bassa — pari all’1% nel caso dei carburanti. Questa struttura fiscale limita drasticamente la possibilità di intervenire sui prezzi attraverso riduzioni d’imposta, rendendo di fatto inefficaci misure come il taglio dell’IVA dal 21% al 10% deciso a livello statale.
Prezzi in aumento: il peso del contesto internazionale
Nel frattempo, il costo dei carburanti continua a crescere, spinto dall’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio. Le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto in Medio Oriente innescato dagli attacchi del 28 febbraio, hanno determinato un’impennata del prezzo del greggio. Il Brent — riferimento per il mercato europeo — ha raggiunto valori intorno ai 118 euro al barile, avvicinando benzina e diesel ai massimi storici anche in Spagna.
Impatto limitato delle misure statali nelle isole
Di fronte a questo scenario, il governo centrale ha adottato misure straordinarie per contenere i prezzi, tra cui interventi fiscali. Tuttavia, tali strumenti risultano poco efficaci nelle Canarie proprio per la minore incidenza delle imposte sul prezzo finale. Nell’arcipelago, infatti, la componente fiscale rappresenta circa il 25% del costo del carburante, contro una media che sfiora il 49% nella Spagna continentale.
Questo divario riduce sensibilmente il margine di manovra per interventi basati sulla leva fiscale e spiega perché le politiche adottate a Madrid non producano gli stessi effetti nelle isole.
Critiche istituzionali e richieste di compensazione
Alla luce di questa disparità, il governo delle Canarie ha espresso critiche nei confronti delle misure statali, ritenute inefficaci per il territorio insulare. L’esecutivo regionale, guidato da Fernando Clavijo, sollecita interventi alternativi, come compensazioni economiche o maggiore flessibilità nei vincoli fiscali, per mitigare l’impatto dell’aumento dei carburanti su cittadini e imprese.
Prospettive finanziarie e rischi futuri
Infine, il contesto economico generale solleva preoccupazioni anche sul fronte della sostenibilità finanziaria. L’Autoridad Independiente de Responsabilidad Fiscal ha già segnalato il rischio che le Canarie possano non rispettare i limiti di spesa pubblica nei prossimi anni, con possibili ripercussioni fino al 2028.
In sintesi, l’assenza di benefici derivanti dalla riduzione dell’IVA sui carburanti a Tenerife non è dovuta a una mancata applicazione della misura, ma a un sistema fiscale strutturalmente diverso. In un contesto di forte aumento dei prezzi energetici, questa specificità evidenzia i limiti degli interventi uniformi su territori con regimi economici differenziati e apre il dibattito su soluzioni più mirate per le realtà insulari.