Crisi abitativa Tenerife: gli affitti turistici rallentano ma il problema casa resta grave
Negli ultimi mesi Tenerife ha iniziato a vedere i primi effetti della nuova normativa sugli affitti turistici. Dopo anni di crescita continua delle case vacanza, il numero di appartamenti destinati ai turisti ha mostrato un rallentamento. Un segnale importante, ma ancora insufficiente per risolvere la crisi abitativa che continua a colpire migliaia di residenti.
Secondo i dati ufficiali, sei mesi dopo l’entrata in vigore della legge regionale, gli appartamenti turistici disponibili sono diminuiti passando da oltre 47.000 a circa 42.000 unità. Una frenata che il governo considera un primo risultato positivo nella gestione del fenomeno.
La nuova legge sugli affitti turistici a Tenerife
La normativa è nata con l’obiettivo di limitare la crescita incontrollata degli affitti brevi e restituire equilibrio al mercato immobiliare. Fino a poco tempo fa molti comuni non disponevano di strumenti chiari per regolamentare le case vacanza, permettendo una rapida espansione del settore turistico anche nelle aree residenziali.
Con le nuove regole, i comuni devono approvare specifiche ordinanze urbanistiche prima di concedere nuove licenze turistiche. Finché queste norme locali non vengono adottate, non è possibile autorizzare nuovi appartamenti vacanza.
Al momento solo pochi comuni hanno completato questo processo, mentre gran parte di Tenerife si trova ancora in una fase di transizione normativa.
Perché la crisi abitativa Tenerife non è migliorata
Nonostante il rallentamento degli affitti turistici, la situazione abitativa continua a essere molto critica. I prezzi degli affitti residenziali restano elevati e trovare una casa accessibile è diventato sempre più difficile, soprattutto per lavoratori, giovani e famiglie.
Negli ultimi anni il costo degli affitti è aumentato in modo costante. Diverse analisi parlano di incrementi che oscillano tra il 30% e oltre il 50% rispetto al 2019. In molte zone dell’isola gli stipendi non riescono più a sostenere i prezzi richiesti dal mercato immobiliare.
Il risultato è evidente: molte persone sono costrette a cambiare comune, condividere abitazioni o addirittura lasciare Tenerife per cercare soluzioni più sostenibili altrove.
Una crescita rallentata ma non invertita
Gli esperti invitano comunque alla prudenza nell’interpretare questi dati. Più che di un vero calo degli affitti turistici, si parla di una fase di stabilizzazione dopo anni di crescita molto rapida.
Il numero complessivo delle case vacanza resta infatti ancora estremamente alto e continua a esercitare pressione sul mercato immobiliare locale. Per questo motivo il rallentamento attuale non si traduce automaticamente in affitti più bassi o maggiore disponibilità di abitazioni per i residenti.
Il futuro del mercato immobiliare a Tenerife
La crisi abitativa Tenerife resta quindi una delle principali sfide sociali dell’isola. La nuova legge rappresenta un primo passo per contenere l’espansione degli affitti turistici, ma molti ritengono che serviranno interventi più ampi, investimenti pubblici e una pianificazione urbana più efficace per garantire un accesso reale alla casa.
Nel frattempo, il mercato immobiliare continua a vivere una fase delicata, sospesa tra le esigenze del turismo e il diritto dei residenti a trovare un’abitazione dignitosa e sostenibile.
Crisi abitativa Tenerife: gli affitti turistici rallentano ma il problema casa resta grave