Tenerife: che fine hanno fatto gli appartamenti turistici dismessi?


Tenerife: che fine hanno fatto gli appartamenti turistici dismessi?

Negli ultimi anni il tema della casa è diventato centrale a Tenerife, dove trovare un affitto stabile è sempre più difficile. Una delle ipotesi più diffuse sosteneva che ridurre il numero di appartamenti destinati ai turisti avrebbe automaticamente aumentato l’offerta di affitti a lungo termine. Tuttavia, i dati mostrano una realtà diversa e più complessa.

Secondo le analisi del portale immobiliare Idealista, nonostante oltre 84.000 immobili in Spagna non abbiano ottenuto il registro unico necessario per operare come affitti turistici, l’offerta di affitti a lungo termine non è aumentata. Al contrario, nello stesso periodo si è registrata una diminuzione di oltre 25.000 unità disponibili per la residenza stabile.

Tenerife tra le aree più coinvolte dal fenomeno

La situazione a Tenerife riflette una tendenza più ampia ma con caratteristiche particolarmente evidenti. Nelle isole, oltre 13.000 richieste di registrazione per affitti turistici sono state respinte, collocando l’area tra quelle con il numero più alto di domande non accettate.

Ci si sarebbe potuti aspettare che queste abitazioni entrassero nel mercato residenziale tradizionale. In realtà, molti proprietari hanno scelto soluzioni alternative. Un esempio concreto è l’aumento degli affitti stagionali, che offrono maggiore flessibilità e spesso rendimenti economici più interessanti rispetto ai contratti a lungo termine. Questo tipo di locazione consente, ad esempio, di affittare per alcuni mesi all’anno mantenendo la possibilità di utilizzare o vendere l’immobile in futuro.

Perché molti immobili non finiscono negli affitti stabili

Il comportamento dei proprietari è uno degli elementi chiave per comprendere il fenomeno. Quando un immobile non può più essere utilizzato come casa vacanza, le opzioni principali sono diverse: venderlo, lasciarlo vuoto oppure destinarlo ad affitti temporanei.

Gli affitti temporanei, pur richiedendo anch’essi un codice di registrazione, sono generalmente soggetti a regole meno rigide rispetto agli affitti turistici tradizionali. Questo li rende una scelta più semplice da gestire e spesso più redditizia rispetto agli affitti a lungo termine, che comportano maggiori vincoli contrattuali e minore flessibilità.

Nel 2025, ad esempio, l’offerta di affitti stagionali in Spagna è cresciuta di oltre 58.000 unità, confermando una tendenza verso modelli abitativi intermedi tra turismo e residenza stabile.

Meno case vacanza, ma ancora molto richieste

Un altro elemento importante riguarda l’andamento delle case vacanza. A marzo 2026 risultavano disponibili circa 43.000 alloggi turistici, con una riduzione del 10% rispetto all’anno precedente. Anche i posti letto sono diminuiti del 12%.

Nonostante questa riduzione, il settore continua a registrare un’elevata domanda. Oltre il 94% degli immobili disponibili ha ricevuto almeno una prenotazione nello stesso periodo, segnale che il turismo mantiene un ruolo dominante nel mercato immobiliare locale.

Dal punto di vista geografico, Tenerife concentra la quota più significativa di case vacanza dell’arcipelago, con circa il 41% del totale, seguita da Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura.

Il ruolo delle nuove normative e delle case vuote

L’introduzione del registro unico per gli affitti a breve termine, entrato in vigore il 1° luglio, rappresenta un passo importante nella regolamentazione del settore. Nei primi sei mesi sono state presentate oltre 400.000 richieste di registrazione, molte delle quali respinte per mancanza di licenze, autorizzazioni condominiali o errori nella documentazione.

Parallelamente, le istituzioni stanno cercando nuove soluzioni per aumentare l’offerta abitativa. Tra queste rientra la creazione di strumenti dedicati al recupero delle case vuote o sottoutilizzate, con l’obiettivo di renderle disponibili a prezzi accessibili per i residenti.

Questa strategia nasce da un’idea semplice ma concreta: se gli immobili che escono dal mercato turistico non entrano automaticamente negli affitti a lungo termine, diventa necessario cercare nuove risorse tra le abitazioni attualmente inutilizzate.

Un mercato ancora lontano dall’equilibrio

I dati disponibili mostrano chiaramente che limitare le case vacanza non è sufficiente, da solo, a risolvere il problema degli affitti a Tenerife. Il mercato immobiliare continua a essere caratterizzato da offerta limitata, prezzi elevati e forte competizione tra residenti e attività turistiche.

Il vero nodo resta l’utilizzo finale degli immobili. Finché molti appartamenti continueranno a essere destinati a soluzioni temporanee, venduti o lasciati vuoti, l’aumento degli affitti stabili rimarrà limitato. In questo contesto, la sfida principale non riguarda solo la riduzione di alcune tipologie di affitto, ma la capacità di far entrare un numero maggiore di abitazioni nel mercato residenziale destinato ai residenti.


Lingua/ Idioma/ Language»