Canarie restano la regione con la minore inflazione a marzo


Canarie restano la regione con la minore inflazione a marzo

Nel mese di marzo 2025, l’Arcipelago delle Canarie ha registrato un’inflazione mensile nulla, con un tasso di variazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) pari allo 0% rispetto a febbraio. Questo dato consolida la posizione delle isole come una delle regioni con la dinamica dei prezzi più contenuta in Spagna, contribuendo a mantenere una distanza significativa dalla media nazionale.

Su base annua, l’inflazione nelle Canarie si attesta all’1,6% per il periodo compreso tra marzo 2024 e marzo 2025, in netto contrasto con la media nazionale del 2,3% rilevata dallo stesso confronto temporale. Si tratta di un divario di sette decimi di punto percentuale, in lieve riduzione rispetto a quello registrato a febbraio (quando il differenziale era di otto decimi, con le Canarie al 2,2% e la Spagna al 3%).

Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE), l’inflazione annua delle Canarie è calata di sei decimi di punto rispetto al valore registrato a febbraio 2025, risultando il livello più basso registrato nell’arcipelago da ottobre 2024. La stabilità dei prezzi su base mensile (0%) – a fronte di un +0,1% nazionale – è un elemento chiave che ha influenzato la moderazione dell’indice complessivo. L’inflazione accumulata nei primi tre mesi del 2025 nelle Canarie si attesta complessivamente allo 0,4%, frutto delle variazioni mensili combinate di gennaio e marzo.

Settori con maggiore pressione inflazionistica

Nonostante il contenimento complessivo dei prezzi, alcune categorie di spesa hanno continuato a mostrare incrementi significativi su base annua:

  • Abitazioni, acqua, elettricità, gas e altri combustibili: +4,9% rispetto a marzo 2024 (in calo rispetto al +8,3% annuo registrato a febbraio).
  • Ristoranti e alberghi: +3,5% (in riduzione di quattro decimi rispetto al mese precedente).
  • Altri beni e servizi: +3,5%.
  • Bevande alcoliche e tabacco: +2,6% (in aumento di sette decimi).

Questi comparti risultano ancora i principali trainanti dell’inflazione nelle isole, soprattutto il settore immobiliare e quello turistico-ricettivo (bar, ristoranti, hotel).

Settori in deflazione o con contrazione dei prezzi

Al contrario, alcuni settori hanno registrato contrazioni nei prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente:

  • Abbigliamento e calzature: -1,6% (in miglioramento rispetto al -2,3% di febbraio).
  • Mobili, articoli per la casa e manutenzione domestica: -1% (sei decimi in meno rispetto a febbraio).
  • Trasporti: -0,3% (in flessione di 1,3 punti rispetto al mese precedente).

Queste dinamiche riflettono una domanda meno sostenuta o eventuali effetti stagionali, con impatti contenitivi sull’inflazione complessiva.

Confronto nazionale e classificazione regionale

A livello nazionale, il CPI ha registrato un incremento mensile dello 0,1% a marzo e un tasso annuo del 2,3%, in calo di sette decimi rispetto al 3% di febbraio. Nonostante questo rallentamento generalizzato, le Canarie – insieme alla Regione di Murcia – hanno riportato il tasso più basso del Paese, pari all’1,6%.

Le regioni con i tassi CPI più elevati a fine marzo 2025 sono risultate:

  • Isole Baleari: 2,9%
  • Paesi Baschi: 2,8%
  • Andalusia: 2,4%

Tra quelle con i tassi più contenuti figurano:

  • Murcia: 1,6%
  • Canarie: 1,6%
  • Navarra: 1,9%

In generale, tutte le comunità autonome hanno registrato una diminuzione dei tassi annui rispetto al mese precedente, segno di un rallentamento diffuso della dinamica inflazionistica. Le riduzioni più marcate si sono osservate in Catalogna (-0,9 punti), Galizia e Comunità Valenciana (-0,8 punti ciascuna), mentre i cali meno pronunciati sono stati registrati in Aragona, Estremadura e Paesi Baschi (tutti con una variazione di -0,5 punti).


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