Perché a Tenerife ci sono poche dighe nonostante la scarsità d’acqua
Quando si osserva il paesaggio di Tenerife, può sembrare sorprendente che un territorio con limitate risorse idriche non abbia costruito molte grandi dighe, come avviene in altre regioni. La spiegazione non dipende da scelte recenti, ma soprattutto dalla natura vulcanica dell’isola, che per oltre un secolo ha guidato il modo in cui l’acqua viene cercata, raccolta e utilizzata.
Il ruolo del sottosuolo nella ricerca dell’acqua
Fin dalla fine del XIX secolo, l’aumento della popolazione e delle attività economiche ha reso necessario trovare nuove fonti d’acqua. Invece di costruire bacini in superficie, si è scelto di scavare nel sottosuolo. Nel tempo sono state realizzate più di mille gallerie sotterranee, alcune lunghe diversi chilometri, progettate per intercettare l’acqua che si infiltra naturalmente nelle rocce.
Le prime gallerie furono create per aumentare la portata delle sorgenti naturali, soprattutto in zone agricole. Con il passare degli anni, queste infrastrutture sono state estese fino a collegare intere catene montuose, permettendo di rifornire anche grandi centri urbani.
Come si forma l’acqua sotterranea a Tenerife
Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’acqua sull’isola non forma grandi laghi sotterranei. Piuttosto, si infiltra lentamente attraverso le rocce vulcaniche, che sono molto porose. In questo modo l’acqua piovana viene assorbita dal terreno e si accumula negli spazi interni della roccia, creando falde acquifere.
Una delle più importanti si trova nell’area di Las Cañadas, dove l’acqua si ricarica lentamente grazie alle precipitazioni e mantiene flussi relativamente stabili nel tempo.
Perché costruire dighe è difficile
Il motivo principale per cui Tenerife non ha sviluppato molte dighe è la forte permeabilità del suolo. Le rocce vulcaniche lasciano filtrare facilmente l’acqua, rendendo difficile conservarla in grandi bacini artificiali. In pratica, una diga costruita su questo tipo di terreno rischierebbe di perdere rapidamente gran parte dell’acqua accumulata.
Anche le precipitazioni contribuiscono al problema. Le piogge non sono costanti: alcuni anni sono molto piovosi, mentre altri risultano particolarmente secchi. Questa irregolarità riduce l’efficacia delle dighe tradizionali.
Un sistema con oltre mille gallerie
Oggi Tenerife dispone di una rete di oltre mille gallerie sotterranee che intercettano le falde acquifere interne. Questo sistema ha permesso per decenni di sostenere lo sviluppo agricolo e urbano. Tuttavia, in alcune zone l’estrazione eccessiva ha causato un abbassamento del livello delle falde, mentre in altre aree si mantiene un equilibrio più stabile tra consumo e ricarica naturale.
L’aumento della domanda d’acqua
La crescita demografica ed economica ha trasformato profondamente il sistema idrico. Nel corso del tempo la popolazione è aumentata fino a sfiorare il milione di abitanti, con un conseguente incremento dei consumi nei settori agricolo, turistico e industriale.
Le alternative per il futuro
Per garantire risorse sufficienti nei prossimi anni, vengono studiate diverse soluzioni. Tra queste rientrano il riutilizzo delle acque reflue depurate, l’impiego di impianti di desalinizzazione — nonostante l’elevato consumo energetico — e una gestione più equilibrata delle falde sotterranee per evitare fenomeni di salinizzazione.
In sintesi, la gestione dell’acqua a Tenerife è stata fortemente influenzata dalla sua geologia. A differenza di altri territori, dove le dighe rappresentano la soluzione principale, qui l’acqua è sempre stata cercata nel sottosuolo, dove rimane immagazzinata dopo essersi infiltrata lentamente con le piogge. Questo modello, nato dalla natura vulcanica dell’isola, continua ancora oggi a definire il modo in cui l’acqua viene raccolta e gestita.
Perché a Tenerife ci sono poche dighe nonostante la scarsità d’acqua