L’economia delle Isole Canarie cresce del 3% all’inizio dell’anno: turismo e occupazione spingono l’arcipelago
L’economia delle Isole Canarie ha iniziato l’anno con risultati superiori alle aspettative. Nel primo trimestre del 2026 l’arcipelago ha registrato una crescita del 3%, superando la media nazionale spagnola del 2,7%. Un dato che conferma il buon momento economico delle isole, trainato soprattutto dal turismo, dall’occupazione e dalla crescita dei consumi.
Nonostante le tensioni internazionali e le preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente, gli effetti sull’economia canaria non si sono ancora manifestati in modo evidente. Tuttavia, istituzioni e imprenditori invitano alla prudenza, soprattutto per quanto riguarda il prezzo del petrolio e il possibile aumento dell’inflazione.
Turismo
Il turismo continua a rappresentare il motore principale dell’economia delle Canarie. Tra gennaio e marzo sono arrivati oltre 4,4 milioni di turisti stranieri, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questi numeri hanno avuto effetti positivi su hotel, ristoranti, commercio e servizi collegati al settore turistico. La spesa dei visitatori è aumentata e molte imprese hanno beneficiato di una domanda stabile anche nei mesi invernali.
Parallelamente, il mercato del lavoro ha raggiunto livelli storici. Gli occupati hanno superato quota 1.060.000, il dato più alto mai registrato nelle isole. Anche la disoccupazione continua a diminuire, con un tasso sceso all’11,4%, vicino alla media nazionale spagnola e ai livelli precedenti alla crisi del 2008.
Costruzioni e servizi guidano la crescita
Analizzando i vari settori economici, le costruzioni sono state il comparto con la crescita più elevata, registrando un aumento del 5,5%. Seguono i servizi con il 3,2%, l’industria con il 2,1% e l’agricoltura con l’1,4%.
Nonostante questi risultati positivi, iniziano ad apparire alcuni segnali di rallentamento. La crescita delle nuove imprese registrate è stata minima, mentre alcuni indicatori legati agli investimenti e alle immatricolazioni di veicoli commerciali mostrano una frenata rispetto ai trimestri precedenti.
Petrolio e inflazione restano le principali preoccupazioni
Le principali preoccupazioni riguardano l’evoluzione della situazione geopolitica internazionale. La possibile chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbero avere conseguenze dirette anche sulle Canarie.
Un aumento del carburante inciderebbe infatti sui costi dei trasporti, sui prezzi dei voli e sull’inflazione generale. Le compagnie aeree potrebbero trovarsi costrette ad aumentare il prezzo dei biglietti, con possibili ripercussioni sul turismo.
Secondo gli operatori economici, il rischio maggiore sarebbe una perdita del potere d’acquisto delle famiglie e un rallentamento dei consumi, elementi che potrebbero frenare la crescita registrata nei primi mesi dell’anno.
La richiesta di un “fronte comune”
Per affrontare queste sfide, la Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife chiede una maggiore collaborazione tra settore pubblico e privato. Tra le richieste principali figurano investimenti strategici, maggiore flessibilità nella spesa pubblica e una riduzione della burocrazia che rallenta molti progetti.
L’obiettivo è mantenere la fiducia di imprese e investitori in un momento economico ancora positivo, ma caratterizzato da diverse incognite internazionali.
Le Isole Canarie continuano quindi a mostrare solidità economica, ma i prossimi mesi saranno decisivi per capire se questa crescita potrà mantenersi stabile anche in un contesto globale sempre più complesso.
L’economia delle Isole Canarie è cresciuta del 3% all’inizio dell’anno