Impennata dei carburanti a Tenerife il diesel cresce del 27%


Impennata dei carburanti a Tenerife il diesel cresce del 27%

Il prezzo del gasolio ha registrato un aumento del 27% rispetto allo stesso periodo del 2025, guidando un incremento generalizzato dei carburanti che interessa anche la benzina, con un rialzo superiore al 16%.

Nonostante Tenerife sia distante oltre 6.000 chilometri dai principali teatri di crisi in Medio Oriente, gli effetti del conflitto in Iran si fanno già sentire sui bilanci delle famiglie locali. Le tradizionali attività durante il lungo ponte di Pasqua – brevi spostamenti tra isole, escursioni al sud o gite in montagna – implicano l’uso di un veicolo, traducendosi in spese maggiori per il carburante, tra i prodotti più colpiti dall’inflazione.

Per fare il pieno di un’auto diesel oggi si spendono circa 21 euro in più rispetto alla Pasqua dello scorso anno, mentre le vetture a benzina 95 registrano un aumento medio di 13 euro. Il costo per litro è passato da 1,18 a 1,50 euro per il diesel e da 1,20 a 1,41 euro per la benzina 95. La benzina 98 è salita da 1,22 a 1,53 euro. Il gasolio evidenzia il maggior incremento, sfiorando il 30%, a causa della maggiore dipendenza della Spagna da forniture estere rispetto alla benzina.

Impatto per tipologia di veicolo

L’aumento colpisce in modo differenziato in base alla capacità del serbatoio:

  • Auto compatte (circa 45 litri): il pieno diesel passa da 53,28 a 67,77 euro; la benzina 95 da 53,28 a 62,28 euro.
  • Veicoli familiari e SUV (65-80 litri): il pieno di un’auto diesel da 65 litri costa 97,89 euro, quasi 21 euro in più rispetto allo scorso anno. Per un SUV da 80 litri, il pieno diesel raggiunge oggi 120,48 euro, con un incremento di quasi 26 euro. Per la benzina 95, il pieno di un SUV aumenta di 16 euro, mentre la benzina 98 cresce di 15 euro.
  • Moto: l’aumento è più contenuto, variando tra 3 e 6 euro a seconda del tipo di carburante.

Differenze provinciali

Gli aumenti non sono uniformi tra le province. Nella provincia di Las Palmas la crescita percentuale è più marcata in termini relativi, mentre a Santa Cruz de Tenerife il prezzo assoluto per litro rimane più alto. Ad esempio, il gasolio nella provincia occidentale è salito da 1,20 a 1,51 euro (+25,75%), mentre nella provincia orientale l’incremento è del 28,69%, passando da 1,16 a 1,50 euro al litro.

Trend recente e contesto internazionale

Il rialzo dei prezzi si percepisce anche su scale più brevi: un mese fa, subito dopo lo scoppio del conflitto, la benzina 95 a Tenerife costava in media 1,19 euro al litro; oggi ha raggiunto 1,41 euro. Analogamente, il diesel è passato da 1,18 a 1,51 euro al litro nello stesso periodo.

Gli aumenti dei carburanti sono quotidiani e, al momento, non si intravede un tetto massimo. La tendenza rientra in un contesto più ampio di pressione inflazionistica in Europa: a marzo l’inflazione nell’area euro è salita al 2,5%, interrompendo la fase di moderazione registrata nei mesi precedenti. Come nel 2022, durante la guerra in Ucraina e l’impennata dei prezzi del gas, il fattore energetico continua a influenzare direttamente i mercati.

Nei territori insulari come Tenerife, caratterizzati da elevata dipendenza esterna e costi logistici aggiuntivi, l’impatto si fa sentire con maggiore intensità, rendendo il carburante uno dei principali indicatori di pressione economica per le famiglie locali. Storicamente, un aumento di questa entità non si vedeva dal 2022, quando la crisi energetica legata al conflitto in Europa orientale generò uno dei picchi inflazionistici più alti degli ultimi decenni in Europa. L’attuale situazione internazionale conferma come le tensioni geopolitiche si riflettano immediatamente nei portafogli dei consumatori, con i carburanti in prima linea.


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