Immobiliare a Tenerife chiede 650€ per mostrare un appartamento
Il mercato immobiliare a Tenerife sta attraversando una fase di forte tensione, caratterizzata da un aumento generalizzato dei prezzi e da pratiche commerciali sempre più controverse. In questo contesto stanno emergendo episodi che sollevano seri dubbi di legittimità giuridica, come il caso recentemente riportato da Televisión Canaria, in cui a una potenziale inquilina sarebbe stato richiesto il pagamento di 650 euro semplicemente per poter visitare un appartamento.
Secondo la ricostruzione diffusa da Televisión Canaria, la donna, dopo aver contattato un’agenzia per ottenere informazioni su un immobile in affitto, avrebbe ricevuto la richiesta di versare 650 euro, a cui si sarebbe aggiunta l’IGIC, come condizione per fissare un appuntamento di visita. L’agenzia immobiliare coinvolta ha negato l’addebito, tuttavia la potenziale inquilina ha esibito un documento che riporterebbe l’importo richiesto e la relativa descrizione del servizio.
Inquadramento legale della richiesta
Dal punto di vista normativo, una richiesta di questo tipo è incompatibile con la legislazione vigente in Spagna. Con l’entrata in vigore della nuova legge sull’edilizia abitativa (Ley de la vivienda) nel 2023, è stato stabilito in modo esplicito che le spese di intermediazione immobiliare e i costi di formalizzazione del contratto di locazione devono essere sostenuti dal proprietario dell’immobile e non dall’inquilino o dal potenziale inquilino.
Questo principio non riguarda soltanto le commissioni tradizionalmente intese come “provvigioni di agenzia”, ma si estende a qualsiasi costo che, nella sostanza, rientri nelle attività di gestione dell’intermediazione. La norma impedisce quindi di trasferire tali spese sull’inquilino attraverso denominazioni alternative o formulazioni ambigue.
Costi che non possono essere legalmente addebitati all’inquilino
Rientrano tra gli importi non esigibili dal potenziale conduttore:
- pagamenti per la semplice visita dell’immobile
- tariffe per ottenere informazioni o per fissare appuntamenti
- commissioni di gestione immobiliare
- costi per la preparazione o elaborazione del contratto
- somme richieste per “bloccare” o riservare l’appartamento prima della firma
Anche quando tali importi vengono presentati come spese di visita, di prenotazione, di studio della pratica o di pre-contratto, la sostanza giuridica dell’operazione rimane invariata: si tratta di costi di intermediazione che la legge attribuisce al proprietario.
Importi che possono essere richiesti legittimamente
La normativa consente invece all’inquilino di sostenere esclusivamente:
- il deposito legale pari a un mese di affitto
- eventuali garanzie aggiuntive, fino a un massimo di due mensilità, se richieste dal proprietario
- il primo mese di canone, al momento della firma del contratto
Qualsiasi richiesta che ecceda questo schema deve essere valutata con particolare attenzione.
Pratiche elusive e zone di rischio
Una delle pratiche più diffuse consiste nell’introdurre una presunta “commissione di prenotazione” prima ancora della visita o della sottoscrizione del contratto. Questa modalità viene talvolta giustificata come tutela dell’agenzia o del proprietario, ma nella maggior parte dei casi risulta incompatibile con la normativa. Solo in situazioni molto particolari, come alcune forme di affitto stagionale altamente specifiche, esistono margini interpretativi, che rimangono comunque oggetto di dibattito giuridico.
Il rischio principale è che il potenziale inquilino, sotto pressione per la scarsità di offerta e la rapidità del mercato, accetti condizioni economicamente e legalmente irregolari pur di non perdere l’opportunità abitativa.
Come tutelarsi in caso di addebiti illegittimi
In presenza di richieste sospette o palesemente irregolari, è opportuno adottare una strategia documentata e formale:
- richiedere sempre fattura o ricevuta, con descrizione dettagliata del servizio e riferimento normativo
- conservare messaggi, annunci, email e qualsiasi prova scritta
- presentare un reclamo presso l’Ufficio per la tutela dei consumatori della propria comunità autonoma
- valutare la segnalazione al comune o ad altri enti amministrativi competenti
La tracciabilità documentale è fondamentale per consentire alle autorità di verificare la condotta dell’intermediario e, se necessario, avviare procedimenti sanzionatori.
Considerazioni di contesto
L’aumento dei costi abitativi a Tenerife sta generando un ambiente in cui la pressione della domanda favorisce comportamenti opportunistici. La chiarezza normativa introdotta dalla legge del 2023 mira proprio a riequilibrare il rapporto tra proprietari, agenzie e inquilini, impedendo che i soggetti più deboli della transazione sopportino costi impropri. La conoscenza delle regole diventa quindi uno strumento essenziale di autodifesa per chi cerca casa in un mercato sempre più competitivo.
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