Cosa significano i 92 microterremoti rilevati questa settimana a Tenerife
Sciame di 92 microterremoti a Tenerife: interpretazione scientifica e stato dell’attività vulcanica
Nel corso di questa settimana è stato registrato uno sciame di oltre novanta microterremoti nella zona sud-occidentale della caldera della Cañadas, a Tenerife. L’Istituto Vulcanologico delle Canarie (INVOLCAN) ha chiarito che questo episodio, pur attirando l’attenzione per il numero di eventi ravvicinati, non indica un aumento del rischio di eruzione vulcanica nel breve o nel medio periodo.
L’ente scientifico ha sottolineato che la sismicità osservata negli ultimi giorni risulta solo leggermente superiore alla media statistica abituale dell’isola e non rappresenta un comportamento anomalo per il sistema vulcanico di Tenerife. Il terremoto di maggiore intensità registrato durante lo sciame ha raggiunto una magnitudo di 1,8 mbLg, valore considerato molto contenuto e tipico della micro-sismicità vulcanica.
Un fenomeno inserito nella dinamica naturale dell’isola
I dati di monitoraggio raccolti nell’ultimo anno mostrano che Tenerife è interessata da una sismicità diffusa e continua. INVOLCAN ha localizzato circa 2.320 terremoti in dodici mesi, pari a una media superiore a sei eventi al giorno. In questo contesto, la comparsa di sciami di microterremoti rientra nella dinamica naturale di un territorio vulcanico attivo e non costituisce, di per sé, un segnale di imminente attività eruttiva.
Gli eventi registrati negli ultimi giorni presentano magnitudo molto basse e ipocentri situati in un’area già nota per la sua sismicità ricorrente. Questa distribuzione spaziale rafforza l’interpretazione secondo cui si tratta di un episodio coerente con il comportamento abituale del sistema geologico dell’isola.
Origine dei microterremoti: circolazione di fluidi idrotermali
L’analisi scientifica attribuisce l’origine dello sciame al movimento di fluidi idrotermali all’interno della crosta vulcanica, piuttosto che alla risalita diretta di magma verso la superficie. Questo processo è collegato alla pressurizzazione del sistema magmatico-idrotermale profondo, un fenomeno che viene osservato in modo sistematico a Tenerife dalla fine del 2016.
Da allora sono stati identificati circa 130 sciami sismici, insieme a incrementi significativi dell’emissione diffusa di anidride carbonica (CO₂) nell’area del cratere del Teide. In questa zona si concentrano le principali manifestazioni gassose visibili dell’isola, come fumarole e degassamenti superficiali, che costituiscono indicatori fondamentali dello stato del sistema vulcanico.
Evoluzione dell’attività vulcanica profonda
Le osservazioni accumulate negli ultimi anni indicano che il sistema vulcanico profondo di Tenerife ha subito cambiamenti rilevanti, evidenziando una fase di attività interna più dinamica rispetto al passato recente. Secondo INVOLCAN, lo sciame appena registrato conferma che questo incremento dell’attività profonda non mostra segnali di attenuazione.
Tuttavia, la presenza di variazioni nel comportamento del sistema vulcanico non implica automaticamente l’avvicinarsi di un’eruzione. Nei contesti vulcanici attivi, tali processi possono protrarsi per anni o decenni senza tradursi in eventi eruttivi. Il monitoraggio continuo della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle emissioni gassose rimane lo strumento principale per valutare in modo scientifico l’evoluzione del rischio.
Cosa significano i 92 microterremoti rilevati questa settimana a Tenerife