Ecco cosa si respira a Tenerife quando c’è Calima
Quando il cielo sopra Tenerife assume una tonalità marrone e l’orizzonte appare velato dalla Calima, è frequente attribuire il fenomeno alla semplice presenza di “polvere”. In realtà, la composizione dell’aria durante questi episodi è molto più complessa. La foschia causata dal trasporto di polveri sahariane rappresenti un fenomeno atmosferico articolato, capace di modificare significativamente la qualità dell’aria e, in determinate condizioni, di incidere sulla salute umana.
Il fenomeno della calima a Tenerife
Nel corso dell’anno, e in particolare durante alcuni episodi intensi, Tenerife può essere interessata da massicci trasporti di polveri provenienti dal Deserto del Sahara. Queste masse d’aria cariche di particolato riducono la visibilità, alterano il colore del cielo e possono determinare un deterioramento temporaneo della qualità dell’aria.
Durante gli eventi più significativi, le autorità possono attivare misure preventive. Il governo autonomo delle Canarie ha, in diverse occasioni, dichiarato stati di pre-allerta, mentre l’agenzia meteorologica nazionale Agencia Estatal de Meteorología (AEMET) ha emesso allerte di livello giallo, accompagnate da raccomandazioni sanitarie rivolte alla popolazione per limitare l’esposizione alle particelle sospese.
Composizione della foschia: molto più della semplice polvere
La calima non è costituita unicamente da sabbia desertica. Si tratta piuttosto di un complesso miscuglio di particelle atmosferiche di dimensioni variabili. Una parte significativa di esse rientra nelle categorie di particolato fine note come PM10 e PM2,5, denominazioni che indicano rispettivamente particelle con diametro inferiore a 10 e 2,5 micron.
La dimensione di queste particelle è un elemento determinante per comprenderne l’impatto sull’organismo. Più il particolato è fine, maggiore è la sua capacità di penetrare nell’apparato respiratorio: dalle vie aeree superiori fino ai bronchi, ai bronchioli e, nei casi più estremi, agli alveoli polmonari.
Oltre alla componente minerale, la polvere trasportata dalle correnti atmosferiche può contenere ulteriori elementi:
- metalli presenti nei sedimenti desertici, come ferro, alluminio o manganese;
- microrganismi ambientali, tra cui spore fungine e batteri, alcuni dei quali possono rimanere vitali anche dopo lunghi tragitti atmosferici;
- inquinanti chimici acquisiti durante il trasporto, soprattutto quando la nube di polvere attraversa aree urbane o industriali.
È importante sottolineare che la calima non genera direttamente questi contaminanti. Piuttosto, agisce come un vettore che li concentra e li redistribuisce nell’atmosfera, contribuendo così a peggiorare temporaneamente la qualità dell’aria.
Effetti sull’apparato respiratorio
L’impatto sanitario della calima è oggetto di particolare attenzione in ambito medico e ambientale. Durante i periodi di maggiore intensità del fenomeno, le strutture sanitarie registrano spesso un incremento delle visite per disturbi respiratori, tra cui asma, bronchiti e riacutizzazioni della Broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Le particelle fini possono infatti provocare:
- irritazione delle vie respiratorie;
- aumento dell’infiammazione bronchiale;
- broncocostrizione, soprattutto nei soggetti asmatici;
- maggiore vulnerabilità alle infezioni respiratorie.
Per le persone affette da patologie respiratorie croniche, come la BPCO, l’esposizione a elevate concentrazioni di particolato può rappresentare un fattore scatenante di aggravamenti clinici. In questi casi il problema non è tanto la presenza della polvere in sé, quanto il fatto che essa intensifica i processi infiammatori nei polmoni e riduce la capacità respiratoria in organismi già compromessi.
Possibili effetti cardiovascolari
Le particelle ultrafini, in particolare quelle appartenenti alla categoria PM2,5, possono superare la barriera polmonare ed entrare nel flusso sanguigno. Questo processo può favorire uno stato di infiammazione sistemica, con potenziali ripercussioni sull’apparato cardiovascolare.
Secondo le osservazioni citate nell’articolo divulgativo, durante episodi particolarmente intensi di calima è stata rilevata una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari, tra cui infarti, scompensi cardiaci e ricoveri ospedalieri correlati. Tuttavia, è fondamentale precisare che il fenomeno non costituisce una causa diretta di tali eventi: piuttosto, può agire come fattore aggravante o scatenante in soggetti già vulnerabili o con patologie preesistenti.
Sintomi più comuni associati alla calima
L’esposizione alla foschia sahariana può provocare una serie di disturbi generalmente lievi ma fastidiosi. Tra i più frequenti si segnalano:
- prurito e irritazione agli occhi;
- sensazione di secchezza o lacrimazione;
- irritazione della gola;
- tosse secca o sensazione di oppressione respiratoria.
Questi sintomi possono ricordare quelli delle allergie stagionali, ma non sono necessariamente causati da una risposta allergica. Le particelle sospese non sono pollini; tuttavia possono aggravare allergie respiratorie già presenti, aggiungendo un ulteriore fattore irritativo a un sistema immunitario già sensibilizzato.
Effetti sulla pelle
Gli effetti cutanei della calima risultano generalmente modesti nella popolazione generale. Tuttavia, individui con pelle particolarmente sensibile o con condizioni dermatologiche come la dermatite possono sperimentare un temporaneo peggioramento dei sintomi, dovuto all’azione irritante delle particelle sospese e alla maggiore secchezza dell’aria.
Microrganismi nella polvere: tra realtà e percezione
Uno dei timori più diffusi riguarda la possibilità che le tempeste di polvere trasportino grandi quantità di agenti patogeni. Effettivamente, la polvere sahariana può veicolare microrganismi come batteri e funghi. Tuttavia, la maggior parte di essi appartiene a specie ambientali comuni e non rappresenta un rischio significativo per la popolazione generale.
Il problema principale non è dunque una diffusione massiva di infezioni, bensì la possibilità che tali particelle biologiche contribuiscano ad aumentare l’infiammazione o ad aggravare condizioni respiratorie già esistenti.
Raccomandazioni durante gli episodi di calima
In presenza di episodi intensi di foschia sahariana, le raccomandazioni sanitarie mirano principalmente a ridurre l’esposizione al particolato atmosferico. Tra le misure più frequentemente suggerite figurano:
- monitorare gli indici di qualità dell’aria diffusi dalle autorità competenti;
- limitare le attività fisiche intense all’aperto;
- proteggere in modo particolare bambini, anziani e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari;
- mantenere gli ambienti interni il più possibile protetti dall’ingresso di polveri.
La calima rappresenta quindi un fenomeno naturale ben noto nelle regioni subtropicali influenzate dalle correnti sahariane. Pur non essendo un evento catastrofico, non può essere considerata del tutto innocua: la sua presenza modifica temporaneamente la composizione dell’aria e può avere conseguenze soprattutto per le persone più vulnerabili. Una corretta informazione scientifica e il rispetto delle indicazioni sanitarie costituiscono gli strumenti principali per ridurne gli effetti sulla salute pubblica.