Cambiano le regole per accedere agli alloggi pubblici a Tenerife
L’accesso agli alloggi pubblici a Tenerife sarà disciplinato da un nuovo quadro normativo che modifica in modo sostanziale il funzionamento del Registro Público de Demandantes de Vivienda Protegida. Il decreto, approvato dal Governo regionale, introduce una revisione del sistema di iscrizione e dei criteri di assegnazione con l’obiettivo di rendere le procedure più trasparenti, rapide e coerenti con le esigenze sociali dell’arcipelago.
La riforma è stata illustrata dal responsabile regionale dei settori dei lavori pubblici, dell’edilizia abitativa e della mobilità, Pablo Rodríguez, il quale ha sottolineato come il nuovo modello punti a migliorare l’equità nell’accesso agli alloggi sovvenzionati e a semplificare gli adempimenti amministrativi per i cittadini.
Digitalizzazione e semplificazione della registrazione
Uno degli interventi principali riguarda la procedura di iscrizione al registro dei richiedenti. In precedenza, l’accesso al sistema richiedeva generalmente la prenotazione di un appuntamento presso gli uffici competenti e la presentazione fisica della documentazione necessaria.
Il nuovo decreto introduce invece una modalità completamente digitale. I cittadini interessati potranno registrarsi attraverso una piattaforma online compilando un modulo elettronico. In questa fase iniziale sarà sufficiente presentare una dichiarazione responsabile, con la quale il richiedente attesta il possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Le verifiche documentali verranno effettuate successivamente dall’amministrazione nel corso dell’istruttoria della domanda.
Questo cambiamento mira a ridurre i tempi burocratici, facilitare l’accesso al sistema e ampliare la partecipazione di potenziali beneficiari.
Requisiti di residenza nell’arcipelago
Il decreto introduce anche nuovi criteri relativi alla residenza nelle Isole Canarie. Per poter accedere agli alloggi pubblici sarà necessario dimostrare una permanenza continuativa nell’arcipelago di almeno dodici anni.
Qualora la residenza sia stata ininterrotta, la normativa prevede un requisito alternativo pari a quindici anni complessivi di residenza cumulativa nel territorio regionale.
Secondo l’amministrazione autonoma, questa misura è finalizzata a garantire che le politiche di edilizia residenziale pubblica privilegino in primo luogo le persone stabilmente radicate nel territorio.
Vincolo di residenza o attività lavorativa nel comune
Oltre al requisito di permanenza nell’arcipelago, il nuovo sistema stabilisce anche un legame territoriale con il comune in cui si trova il complesso abitativo oggetto dell’assegnazione.
I richiedenti dovranno infatti dimostrare almeno cinque anni di residenza o di attività lavorativa nel municipio interessato prima della pubblicazione del bando di assegnazione.
L’unica deroga prevista riguarda le vittime di violenza di genere, che potrebbero essere state costrette ad abbandonare il proprio luogo di residenza per ragioni di sicurezza e protezione.
Superamento del sistema di sorteggio
Un cambiamento rilevante riguarda il metodo di distribuzione degli alloggi. Il modello precedente, che faceva ampio ricorso al sorteggio tra i candidati idonei, verrà progressivamente sostituito da un sistema di valutazione basato su punteggi oggettivi.
Il nuovo meccanismo considererà diversi elementi, tra cui:
- situazione economica del nucleo familiare
- condizioni sociali e vulnerabilità
- composizione della famiglia
- esigenze abitative specifiche
L’obiettivo è orientare l’assegnazione delle abitazioni verso i nuclei con maggiore necessità, introducendo criteri più strutturati e verificabili.
Quote riservate ai gruppi prioritari
La normativa mantiene e rafforza il sistema delle riserve per categorie considerate prioritarie nelle politiche abitative pubbliche. Tra le principali quote previste figurano:
- 10% degli alloggi destinati a persone con disabilità, in particolare con gravi limitazioni motorie o comunicative
- 20% riservato ai giovani fino a 35 anni
- 10% per persone con più di 65 anni
- 8% per vittime di violenza di genere
È inoltre prevista una piccola percentuale di abitazioni destinate a emigranti canari rientrati dall’estero, al fine di favorire il reinserimento abitativo di chi torna stabilmente nell’arcipelago.
Introduzione di nuovi modelli costruttivi
Il decreto introduce anche un aggiornamento significativo delle tipologie di edilizia ammesse nelle politiche pubbliche abitative. Per la prima volta, la normativa regionale riconosce esplicitamente la possibilità di sviluppare alloggi prefabbricati, modulari o industrializzati.
Questi sistemi costruttivi consentono generalmente tempi di realizzazione più brevi e costi inferiori rispetto all’edilizia tradizionale. L’inclusione di tali modelli nelle strategie pubbliche mira ad aumentare più rapidamente il numero di unità abitative disponibili e a rispondere alla crescente domanda di alloggi accessibili nelle Isole Canarie.
Obiettivi della riforma
Nel complesso, la riforma del sistema di accesso agli alloggi pubblici intende modernizzare la gestione delle politiche abitative regionali attraverso tre linee principali:
- digitalizzazione delle procedure amministrative
- criteri di selezione più strutturati e basati sulle reali necessità sociali
- ampliamento dell’offerta abitativa mediante nuove tecnologie costruttive
Il nuovo quadro normativo rappresenta quindi un tentativo di adattare il sistema di edilizia residenziale pubblica alle attuali condizioni demografiche ed economiche dell’arcipelago.