L’ecotassa riduce del 71%le visite ai sentieri del Teide
L’introduzione di un contributo ambientale associato a un sistema di accesso regolamentato ai sentieri di alta quota del Parco Nazionale del Teide ha determinato, nel primo mese di applicazione, una marcata diminuzione dell’afflusso sui percorsi maggiormente frequentati dell’area protetta. L’iniziativa, promossa dal Cabildo de Tenerife, si inserisce in una più ampia strategia di gestione sostenibile volta alla tutela degli ecosistemi di alta montagna e alla regolazione dei flussi turistici in zone particolarmente sensibili.
Andamento delle presenze nel primo mese
Secondo i dati ufficiali diffusi dall’amministrazione insulare, nel periodo compreso tra il 19 dicembre e il 19 gennaio — antecedente all’entrata in vigore del nuovo sistema — i sentieri Telesforo Bravo (PNT 10) e Montaña Blanca–La Rambleta (PNT 07) sono stati percorsi da 38.188 persone.
Nel mese successivo, dal 19 gennaio al 19 febbraio, con il meccanismo di prenotazione obbligatoria e pagamento del contributo già operativo, le presenze registrate sono state 10.893. La differenza tra i due periodi corrisponde a una riduzione prossima al 71%, evidenziando un impatto immediato e significativo sulla pressione antropica concentrata nelle aree sommitali.
Finalità del nuovo modello di accesso
L’amministrazione insulare ha precisato che l’obiettivo prioritario del sistema non è di natura fiscale, bensì gestionale. Il contributo ambientale e la prenotazione preventiva rappresentano strumenti funzionali al controllo della capacità di carico in zone ad alta vulnerabilità ecologica, dove l’eccessiva frequentazione può generare erosione dei suoli, alterazione degli habitat e criticità nella sicurezza dei visitatori.
Il nuovo modello si fonda su tre pilastri principali:
- prenotazione anticipata obbligatoria; La gestione delle prenotazioni continuerà ad avvenire tramite la piattaforma ufficiale Tenerife ON, che rimane lo strumento unico per l’accesso autorizzato ai sentieri interessati.
- pagamento di una tariffa per determinate fasce orarie;
- contingentamento giornaliero degli accessi.
Il sentiero Telesforo Bravo risulta essere quello con la domanda più elevata, con disponibilità quasi esaurita nelle fasce orarie coincidenti con il funzionamento della funivia per l’accesso senza guida. Il percorso Montaña Blanca–La Rambleta, pur rimanendo tra i più frequentati, mantiene invece una disponibilità media superiore a 40 posti al giorno nella fascia soggetta a tariffazione.
Profilo dei visitatori
L’analisi dei dati relativi al primo mese evidenzia una netta prevalenza di visitatori non residenti nelle Isole Canarie. Su un totale di 10.893 accessi registrati:
- 10.274 persone (94,31%) provenivano da fuori arcipelago;
- 432 (3,96%) erano residenti a Tenerife;
- 124 (1,12%) provenivano dalle altre isole;
- 63 accessi sono stati effettuati da guide autorizzate.
È stato inoltre riportato che la misura inciderebbe su una quota minoritaria del totale dei visitatori del parco, stimata inferiore al 5%, poiché riguarda esclusivamente specifici itinerari di alta quota.
Risorse economiche e destinazione dei fondi
Nel primo giorno di applicazione il contributo ha generato un introito pari a 13.243 euro. Nell’arco del primo mese le entrate complessive hanno superato i 70.000 euro.
Secondo quanto comunicato dall’ente gestore, le somme raccolte saranno destinate a:
- manutenzione ordinaria e straordinaria dei sentieri;
- rafforzamento delle attività di sorveglianza;
- interventi di ripristino ambientale;
- miglioramento delle infrastrutture sostenibili interne all’area protetta.
Inquadramento generale
Il sistema di regolamentazione dell’accesso si colloca nel contesto delle politiche europee di gestione delle aree naturali protette ad alta attrattività turistica, dove il controllo dei flussi rappresenta uno strumento essenziale per garantire la conservazione a lungo termine del patrimonio naturale.
La significativa riduzione delle presenze nei primi trenta giorni suggerisce che il modello adottato abbia prodotto effetti immediati sulla pressione esercitata sui percorsi sommitali, configurandosi come un intervento strutturato di gestione ambientale piuttosto che come una mera misura di carattere economico.