L’ASCAV accusa il governo di aver causato la perdita di quasi 10.000 Vivienda Vacacional
Negli ultimi dodici mesi il mercato della Vivienda Vacacional a Tenerife ha registrato un cambiamento significativo. Secondo i dati ufficiali dell’Istituto di Statistica delle Canarie (ISTAC), quasi 10.000 immobili destinati agli affitti turistici sono usciti dal mercato. Un dato che continua ad alimentare il dibattito tra istituzioni, operatori turistici e proprietari di immobili.
L’Associazione degli Affitti Turistici (ASCAV) sostiene che questa riduzione sia una conseguenza diretta delle nuove normative regionali e che gli effetti prodotti siano molto diversi dagli obiettivi dichiarati.
Quasi 10.000 Vivienda Vacacional in meno
Secondo ASCAV, il calo di quasi 10.000 alloggi turistici rappresenta la conferma delle preoccupazioni espresse negli ultimi mesi. L’associazione ritiene che la regolamentazione introdotta dal Governo regionale abbia ridotto sensibilmente l’offerta di Vivienda Vacacional, senza però risolvere il problema della carenza di abitazioni destinate ai residenti.
L’organizzazione sottolinea che i dati dell’ISTAC mostrerebbero una diminuzione dell’offerta turistica privata, mentre la domanda di alloggi continua a rimanere elevata.
Hotel favoriti dalla riduzione dell’offerta
Uno degli aspetti maggiormente criticati riguarda il presunto beneficio ottenuto dal comparto alberghiero.
Secondo ASCAV, la diminuzione degli appartamenti turistici avrebbe contribuito a un incremento del fatturato degli hotel pari a 382 milioni di euro, corrispondente a una crescita del 6,8%. Per l’associazione questo risultato non sarebbe dovuto a un aumento della competitività delle strutture ricettive, ma alla riduzione delle alternative disponibili per i turisti.
Si tratta naturalmente della posizione espressa dall’associazione, che continua a contestare l’impostazione della normativa.
La crisi abitativa resta irrisolta
Uno degli obiettivi principali della nuova legge era aumentare la disponibilità di abitazioni per i residenti limitando gli affitti turistici.
ASCAV sostiene però che questo risultato non sia stato raggiunto. Secondo l’associazione, molti degli immobili usciti dal circuito della Vivienda Vacacional non sono stati destinati agli affitti a lungo termine. In diversi casi le abitazioni sarebbero rimaste vuote, mentre altre sarebbero state vendute, spesso ad acquirenti stranieri.
Se questa interpretazione fosse confermata nel tempo, la riduzione degli affitti turistici non avrebbe prodotto un reale aumento dell’offerta abitativa per la popolazione residente.
Le critiche alla legge e le richieste dei proprietari
L’associazione continua inoltre a contestare la Legge sulla pianificazione sostenibile dell’uso turistico degli alloggi (LOSUTV 6/2025), nata con l’obiettivo di affrontare l’emergenza abitativa.
ASCAV ritiene che la normativa debba essere rivista e chiede che l’attività svolta dai piccoli proprietari venga classificata come “attività innocua”. Secondo l’organizzazione, questa modifica consentirebbe di preservare il settore della Vivienda Vacacional a Tenerife e di garantire condizioni più uniformi ai proprietari.
L’associazione evidenzia infine un possibile effetto collaterale: una minore disponibilità di alloggi turistici potrebbe rendere più difficile anche per gli stessi residenti trovare sistemazioni temporanee a prezzi accessibili durante gli spostamenti tra le isole.
Il confronto tra Governo regionale, associazioni di categoria e operatori del turismo resta quindi aperto. Nei prossimi mesi, anche l’evoluzione dell’iter parlamentare della legge sarà determinante per comprendere quale direzione prenderà il mercato della Vivienda Vacacional a Tenerife e se saranno introdotte ulteriori modifiche alla normativa.
L’ASCAV accusa il governo di aver causato la perdita di quasi 10.000 Vivienda Vacacional