Dichiarazione dei redditi cosa è importante sapere

10 Aprile 2023

Il Governo ha approvato una batteria di misure fiscali, molte delle quali riguardano l’IRPEF, nei Bilanci Generali 2023. Pertanto, queste misure sono in vigore solo dal 1° gennaio e non influiscono sulla campagna che sta iniziando ora. Pertanto, è necessario discernere quali sono le novità che riguardano il processo fiscale che milioni di persone in Spagna devono ora svolgere.

Quando e chi deve farlo

La campagna inizia martedì 11 aprile e continuerà per i prossimi due mesi e mezzo, fino al 30 giugno. Il periodo che si apre ora è quello che permette di eseguire la procedura attraverso internet, mentre nelle prossime settimane si apriranno i periodi per l’attenzione telefonica o in presenza.

A livello più generale, la dichiarazione dei redditi di quest’anno si presenta con meno novità rispetto a quelle che si dovranno affrontare l’anno prossimo. Il limite per effettuare la dichiarazione continua ad essere mantenuto a 22.000 euro di reddito per chi ha un unico contribuente. Il minimo è ancora di 14.000 euro se il reddito è stato percepito da due contribuenti diversi.

Anche se il minimo non viene raggiunto, è conveniente verificare l’esito della dichiarazione nel caso in cui vi siano motivi che spingono al reso. 

Anche se il minimo non viene raggiunto, va ricordato che i percettori del Reddito Minimo Vitale sono obbligati a fare la dichiarazione. Ciò è stabilito dalla legge, nonostante il fatto che questi redditi siano esenti da imposta. 

Come vengono tassati l’assegno da 200 euro e il bonus cultura

Tra le novità più eclatanti dello scorso anno e di cui ora bisognerà tenere conto ci sono gli aiuti come il bonus 200 dello scorso autunno o il bonus cultura. In merito al primo accertamento, l’Agenzia delle Entrate ricorda che si tratta di una plusvalenza e che, pertanto, deve essere dichiarata e tassata per essa. Per quanto riguarda il bonus culturale che ha cominciato ad essere erogato lo scorso anno per chi ha compiuto 18 anni, di 400 euro, i dichiaranti dovranno pagare le tasse per quanto hanno speso nell’ultimo anno. Allo stesso modo, altri aiuti ricevuti come quelli che sono stati utilizzati per l’affitto. Questi tipi di benefici sono generalmente considerati plusvalenze.

Per quanto riguarda i redditi esenti Irpef per la dichiarazione di quest’anno, l’Agenzia delle Entrate ricorda che le novità sono tre. Ne beneficiano anche i beneficiari dei risarcimenti per le famiglie delle vittime dell’incidente di Germanwings nel 2015, le persone colpite dagli incendi boschivi della scorsa estate oi sussidi e gli aiuti ricevuti per il risanamento energetico degli edifici.

Meno detrazione per le pensioni private

Un’altra novità di cui i contribuenti devono tenere conto è la nuova riduzione degli incentivi fiscali per i piani pensionistici privati. Fino a due anni fa i partecipanti a questi fondi potevano investire in essi fino a 8.000 euro l’anno, nel 2021 questo limite è sceso a 2.000. Nel 2022, e quindi incide su questo conto economico, il limite è di 1.500 euro. Certo, l’asticella passa da 8.000 a 8.500 euro se si aggiungono i contributi ai piani pensionistici da lavoro, legati alle aziende, e che il ministero della Previdenza sociale ha promosso.

detrazione per maternità

In materia di detrazioni va tenuto conto di un altro aspetto che negli ultimi anni aveva generato qualche polemica. In Spagna esiste una detrazione per maternità che viene applicata nella dichiarazione dei redditi. Ciò riguarda le donne che avevano un lavoro e c’era un criterio per andare in pensione in caso di ERTE. Quando l’economia ha rallentato nel 2020, molte di queste donne hanno perso questo diritto e l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a reclamare gli importi indebitamente detratti. Tuttavia, il Tesoro ha finito per approvare una modifica in modo che anche queste donne possano beneficiare di questo aiuto fiscale. Le mamme che non hanno usufruito di questo aiuto negli anni 2020, 2021 e 2022, vuoi perché erano in ERTE o perché erano disoccupate, nella dichiarazione di quest’anno potranno regolarizzare la situazione e richiederla, attraverso una apposita casella.

Attenzione ai cambiamenti regionali

Quanto sopra corrisponde alle variazioni che interessano il conto economico nella sezione stato. Successivamente, è conveniente consultare le novità di ogni comunità in termini di detrazioni o sconti nelle sezioni della sezione corrispondente.

Modifiche che non influiscono sulla presente informativa

C’è un altro elenco di modifiche che non sono quelle già approvate ma che entreranno in vigore dopo l’esercizio 2022, per il quale è ora in corso la dichiarazione. Ecco gli sgravi Irpef che il Governo ha approvato nella Finanziaria Generale dello Stato. È il caso dell’aumento del minimo esente, che passerà da 14.000 a 15.000 euro, il che significa che chi è al di sotto di tale limite non deve presentare la dichiarazione dei redditi.

Anche l’aumento della riduzione per reddito di lavoro non incide sulla presente dichiarazione. L’Esecutivo ha annunciato, nel bel mezzo di un’ondata di deflazioni delle imposte sul reddito in diverse comunità, che si è impegnato ad aumentare questo beneficio fiscale che ricade soprattutto sui redditi più bassi. Secondo la stima fornita dal Governo, circa il 50% dei lavoratori. Ne beneficeranno stipendi inferiori a 21.000 euro.

Viene tralasciato anche l’aumento dei redditi da capitale che il Governo ha deliberato in Bilancio. Questo aumento di imposta presuppone la creazione di una nuova tranche per i redditi ottenuti come rendita da risparmi e investimenti. Quanto si paga per inserire tra 200.000 euro e 300.000 euro in questo modo sale dal 26% al 27%. Inoltre, verrà applicata un’aliquota del 28% in caso di superamento di oltre 300.000 euro.

Le riduzioni deliberate per i lavoratori autonomi in termini di rendimento netto dei moduli o la proroga di eventuali detrazioni per spese difficilmente giustificabili sono entrate in vigore solo dal 1° gennaio, quindi non impatteranno sull’attuale dichiarazione.

Di tutti questi punti si dovrà tenere conto nel corso di questo esercizio e in vista del conto economico del prossimo anno, ma è opportuno non confonderli con l’esercizio 2022, che è quello che comincia ad essere dichiarato a partire da questo Martedì.