Nuovo record occupazionale 3.100 disoccupati in meno


Nuovo record occupazionale 3.100 disoccupati in meno

Secondo i dati dell’Indagine sulla Forza Lavoro (EPA) pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE), nel secondo trimestre dell’anno la disoccupazione nelle Isole Canarie è diminuita di 3.100 unità, attestandosi a 157.100 persone disoccupate, pari a un calo dell’1,9% rispetto al trimestre precedente. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione regionale è ora pari al 13,33%, il livello più basso registrato in un secondo trimestre dal 2007.

Evoluzione storica e tendenze

Dal momento in cui l’INE ha iniziato a raccogliere i dati, la disoccupazione nel secondo trimestre è diminuita in 14 occasioni, mentre è aumentata in 10. Tuttavia, la riduzione registrata negli ultimi tre mesi è stata la più contenuta dal 2021, segno di un rallentamento nel ritmo di miglioramento del mercato del lavoro.

Su base annua, la disoccupazione nelle Canarie si è ridotta di 4.600 persone (-2,8%), mentre l’occupazione ha mostrato un incremento significativo, con 16.700 posti di lavoro creati (+1,6%). Parallelamente, il numero complessivo di lavoratori attivi è sceso di 12.200 unità (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Occupazione e forza lavoro

Nel corso del secondo trimestre si sono persi 2.200 posti di lavoro (-0,2% rispetto al trimestre precedente), portando il totale degli occupati a 1.022.000 unità: un dato che, nonostante il calo congiunturale, rappresenta il livello occupazionale più alto mai registrato in un secondo trimestre nella regione.

Il numero di lavoratori attivi si è attestato a 1.179.100 persone, dopo una contrazione trimestrale di 5.200 unità (-0,44%).

Disoccupazione per genere e fasce d’età

  • Donne: 83.200 disoccupate, con un tasso di disoccupazione femminile del 14,83%.
  • Uomini: 74.000 disoccupati, con un tasso di disoccupazione maschile dell’11,96%.

Particolarmente critica la situazione dei giovani sotto i 25 anni, dove il numero dei disoccupati è aumentato di 2.700 unità nel trimestre, portando il tasso di disoccupazione giovanile al 33,55%.

Tipologia contrattuale e orari di lavoro

L’analisi della qualità dell’occupazione evidenzia alcune dinamiche significative:

  • Contratti a tempo indeterminato: +3.900 unità nel trimestre, per un totale di 733.800 lavoratori (83,65% del totale).
  • Contratti a tempo determinato: -2.900 unità, per un totale di 143.400 lavoratori (16,35% del totale).
  • Lavoro a tempo pieno: +11.300 unità (+1,23%), raggiungendo 927.100 lavoratori.
  • Lavoro part-time: -13.500 unità (-12,47%), con un totale di 94.800 lavoratori.

Questi dati confermano una tendenza alla stabilizzazione contrattuale e una progressiva riduzione del lavoro part-time a favore di quello a tempo pieno.

Disoccupazione per settore economico

Le variazioni settoriali evidenziano un andamento eterogeneo:

  • Primo impiego o inattività prolungata: -18.900 unità (-20,11%).
  • Costruzioni: -3.300 unità (-45,21%).
  • Agricoltura: -100 unità (-5,26%).
  • Servizi: +18.000 unità (+32,37%), segno di un rallentamento occupazionale in un comparto tradizionalmente trainante per l’economia isolana.
  • Industria: +1.300 unità (+100%).

Confronto con le altre comunità autonome

Nel complesso, la disoccupazione è diminuita in quasi tutte le regioni spagnole, ad eccezione di Castiglia-La Mancia e Navarra, dove è cresciuta di 2.000 unità ciascuna.
Le riduzioni più marcate sono state registrate a Madrid (-51.800), Andalusia (-50.600) e Isole Baleari (-44.500).

Per quanto riguarda l’occupazione, la maggior parte delle regioni ha registrato un incremento: Catalogna (+94.600), Isole Baleari (+91.800) e Andalusia (+70.600) guidano la crescita. Fanno eccezione Melilla (-2.600 posti) e le Isole Canarie, che hanno perso 2.100 posti di lavoro nel trimestre.

Nuovo record occupazionale 3.100 disoccupati in meno

Il mercato del lavoro delle Isole Canarie continua a mostrare segnali di recupero sul fronte della disoccupazione, con il tasso più basso degli ultimi 17 anni per un secondo trimestre. La stabilizzazione contrattuale, con la crescita dei contratti a tempo indeterminato e del lavoro a tempo pieno, indica un miglioramento qualitativo dell’occupazione.


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