La legge sulla Vivienda Vacacional entra in vigore oggi
La Legge 6/2025 sulla Pianificazione Sostenibile dell’Uso Turistico degli Alloggi, comunemente indicata come legge sugli affitti turistici, entra in vigore nella data odierna al termine di un percorso legislativo particolarmente articolato, durato oltre due anni, e a distanza di circa un mese dalla sua approvazione da parte del Parlamento delle Isole Canarie. Il testo normativo è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale delle Isole Canarie (BOC) e introduce un nuovo quadro regolatorio volto a disciplinare l’attività degli alloggi turistici, definendone requisiti, condizioni operative e standard di riferimento.
Attualmente risultano registrati circa 73.000 posti letto destinati all’uso turistico, dei quali solo 48.000 risultano effettivamente attivi. In base alle stime preliminari, il nuovo assetto normativo potrebbe ridurre il numero di unità operative a circa 9.500, sebbene tale obiettivo non sarà raggiunto nel breve periodo. L’aggiornamento e la revisione del registro richiederanno infatti tempi prolungati: la legge concede ai comuni un periodo massimo di cinque anni per elaborare, approvare e rendere operativi i piani di pianificazione territoriale necessari a definire le modalità e i limiti di crescita dell’attività.
Nonostante l’entrata in vigore, la legge non è destinata a rimanere immutata. Il Dipartimento del Turismo ha già avviato i lavori per introdurre una serie di modifiche correttive. Alcune di esse erano state presentate nel corso del dibattito parlamentare sotto forma di emendamenti orali, ma sono state respinte dall’opposizione, pur rispecchiando in parte le richieste avanzate dalla Piattaforma degli Interessati dalla Legge sul Turismo (PALT) e dall’Associazione Canaria degli Affitti Turistici (ASCAV).
Tra le modifiche previste figura l’abrogazione della disposizione transitoria sesta della legge, richiesta esplicitamente dal PALT. Tale emendamento dovrebbe essere sottoposto al voto del Parlamento all’inizio del 2026, alla ripresa dell’attività parlamentare dopo la pausa natalizia.
Un ulteriore intervento riguarda l’introduzione di un periodo di grazia di dodici mesi per la registrazione degli alloggi turistici come “attività classificata”. Questo punto ha rappresentato uno degli aspetti più controversi del nuovo impianto normativo e ha generato un intenso dibattito istituzionale, in particolare a seguito delle critiche espresse da alcuni rappresentanti municipali, secondo i quali la competenza sull’accettazione o il rigetto delle domande dovrebbe ricadere esclusivamente sui comuni. In merito, è stato chiarito che già il decreto del 2015, che regolamentava precedentemente gli affitti turistici, prevedeva l’inquadramento come attività classificata, sebbene tale requisito non fosse stato applicato in modo sistematico. La modifica in discussione manterrebbe l’obbligatorietà della registrazione, introducendo tuttavia una moratoria annuale per l’ottenimento della licenza, durante la quale l’attività potrà continuare a essere svolta.
La terza modifica di rilievo concerne la successione ereditaria degli alloggi turistici. In base alla nuova formulazione proposta, gli eredi potranno proseguire l’attività senza dover avviare nuovamente l’intero procedimento amministrativo per il rilascio della licenza, con il trasferimento automatico sia dei diritti sia degli obblighi connessi all’esercizio dell’attività.
Le forze politiche che sostengono l’attuale esecutivo regionale – Coalición Canaria (CC), Partido Popular (PP), Agrupación Socialista Gomera (ASG) e Agrupación Herreña Independiente (AHI) – hanno già raggiunto un accordo su queste modifiche, che dovrebbero essere integrate nel testo legislativo. Dal fronte dell’opposizione, tuttavia, vengono sollevate critiche in merito alla scelta di intervenire su una legge appena entrata in vigore, interpretata come un segnale delle criticità strutturali del provvedimento originario.
Non è stato ancora chiarito in modo ufficiale quale strumento legislativo verrà utilizzato per introdurre tali modifiche. Alcune ipotesi riconducono l’intervento al procedimento di approvazione di un decreto finalizzato ad accelerare il rilascio dei permessi edilizi, adottato con l’obiettivo di favorire la costruzione di nuovi alloggi e mitigare la crisi abitativa nell’arcipelago. L’eventuale inserimento di emendamenti sulla regolazione degli affitti turistici all’interno di un testo normativo destinato a finalità diverse solleva perplessità di ordine procedurale e istituzionale, oltre a interrogativi sulla coerenza e sulla trasparenza del processo legislativo.
Secondo le valutazioni espresse in ambito parlamentare, le modifiche non diventeranno operative prima del primo trimestre del 2026, a causa della complessità dell’iter legislativo ancora da completare. Permangono inoltre dubbi sull’effettiva capacità dei comuni di attuare e controllare le misure previste dalla legge, nonché timori legati a un possibile quadro di incertezza giuridica per gli operatori del settore, in una fase di transizione normativa caratterizzata da continui aggiustamenti regolatori.