Tenerife da turisti a proprietari di case primi i tedeschi
L’attrattiva di Tenerife per i cittadini stranieri, in particolare europei, non si limita al turismo. Negli ultimi anni, l’acquisto di abitazioni come seconde case si è consolidato come fenomeno strutturale, generando un dibattito costante nelle comunità locali e tra le istituzioni regionali. La crescente pressione del mercato estero si riflette non solo nei prezzi e nella disponibilità degli immobili, ma anche nelle dinamiche demografiche e sociali delle isole.
Dati di riferimento e posizionamento
Secondo le statistiche pubblicate da Idealista per il secondo trimestre del 2025, Tenerife si colloca tra le province spagnole con la più alta incidenza di domanda estera.
- Santa Cruz de Tenerife occupa il quarto posto a livello nazionale, con il 25,8% delle visite agli annunci provenienti da utenti stranieri.
Questi numeri evidenziano come Tenerife continui a essere uno dei poli più rilevanti del mercato immobiliare internazionale in Spagna.
Principali nazionalità acquirenti
L’analisi dei flussi di interesse mette in luce tre nazionalità dominanti:
- Tedeschi: rappresentano la quota più consistente, con circa il 25% .
- Britannici e italiani: occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione, con valori oscillanti tra il 10% e il 14%.
Questi profili delineano un legame sempre più stretto tra Tenerife e l’Europa continentale, confermando la duplice natura dell’arcipelago come destinazione turistica e come polo residenziale privilegiato. L’acquisto di seconde case risponde a diverse esigenze: soggiorni periodici per le vacanze, trasferimenti stabili prima o dopo la pensione, o modelli di vita distribuiti tra più Paesi nel corso dell’anno.
Implicazioni e strategie di controllo
La crescita della domanda internazionale ha sollevato preoccupazioni legate all’accessibilità abitativa per la popolazione residente. In risposta, le autorità locali e regionali hanno avviato processi di regolamentazione:
- La Federazione dei Comuni delle Canarie (Fecam) e il governo regionale hanno istituito un comitato di lavoro con l’obiettivo di sviluppare strumenti che consentano ai municipi di monitorare e regolare l’accesso agli alloggi.
- Le misure in fase di studio mirano sia a favorire la disponibilità di abitazioni per la popolazione stabile, sia a limitare in parte l’acquisto da parte di cittadini non residenti.
In sede parlamentare, il presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, ha ribadito che il governo spagnolo riconosce già la possibilità di introdurre restrizioni all’acquisto di immobili per non residenti nelle regioni ultraperiferiche dell’Unione Europea, categoria a cui appartiene l’arcipelago. Parallelamente, a livello comunitario, si discute l’eventualità di organizzare la prima conferenza europea sull’edilizia abitativa, con l’obiettivo di armonizzare criteri e strumenti di intervento.
Confronto europeo
L’ipotesi di introdurre limiti non rappresenta un precedente isolato nel contesto europeo.
- A Malta, l’acquisto di una seconda casa è consentito solo ai cittadini che abbiano maturato almeno cinque anni di residenza.
- In Danimarca, per comprare un immobile – indipendentemente che si tratti di prima o seconda casa – è necessario possedere la residenza permanente o aver vissuto nel Paese per un periodo continuativo di cinque anni.
Questi esempi mostrano come diverse nazioni europee abbiano già adottato modelli normativi volti a bilanciare l’apertura ai capitali stranieri con la salvaguardia dell’equilibrio sociale e abitativo.