Surplus di 411 milioni fino a luglio pari allo 0.67% del PIL
Tra gennaio e luglio di quest’anno, le Isole Canarie hanno registrato un avanzo di bilancio pari a 411 milioni di euro, corrispondente allo 0,67% del Prodotto Interno Lordo regionale (PIL). Questo risultato colloca l’arcipelago tra le comunità autonome con i saldi più positivi, insieme alle Asturie, che hanno riportato un surplus dello 0,74% del PIL.
Al contrario, i disavanzi più consistenti si sono riscontrati in Navarra (0,78% del PIL) e nella Comunità Valenciana (0,7% del PIL).
Risultati complessivi della pubblica amministrazione
Nei primi sette mesi dell’anno, il deficit della pubblica amministrazione (esclusi gli enti locali) si è attestato a 30,808 miliardi di euro, pari all’1,84% del PIL nazionale. Si tratta di una riduzione del 12,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Questa correzione è stata resa possibile da una dinamica più favorevole delle entrate, cresciute del 7,3%, rispetto alle spese, aumentate del 5,5%. Al netto della spesa straordinaria legata al fenomeno meteorologico DANA, pari a 3,65 miliardi di euro, il deficit scenderebbe ulteriormente a 27,158 miliardi di euro, con una diminuzione del 23,1% rispetto all’anno precedente.
Il ruolo delle diverse amministrazioni
- Amministrazione centrale: ha concentrato la quota maggiore del disavanzo, pari a 38,962 miliardi di euro (2,32% del PIL), in crescita dello 0,4% rispetto al 2024. A incidere sono stati soprattutto i costi straordinari dovuti al DANA (2,865 miliardi) e la regolarizzazione dei trasferimenti alle comunità autonome (9,945 miliardi), oltre alla liquidazione del sistema di finanziamento regionale.
- Governi regionali: hanno ridotto complessivamente il proprio disavanzo del 37,8%, portandolo a 285 milioni di euro (0,02% del PIL), nonostante i rilevanti costi straordinari sostenuti, come i 755 milioni di euro contabilizzati dalla Comunità Valenciana a causa del DANA.
- Sistema previdenziale: ha visto raddoppiare il proprio avanzo, che ha raggiunto gli 8,439 miliardi di euro (0,5% del PIL). Tale risultato è attribuibile alla crescita dei contributi previdenziali, al rafforzamento del meccanismo di equità intergenerazionale e all’aumento dei trasferimenti statali.
Andamento del bilancio statale fino ad agosto
Secondo i dati del Tesoro, nei primi otto mesi dell’anno il deficit dello Stato si è ridotto del 10,7%, attestandosi a 35,778 miliardi di euro, pari al 2,13% del PIL. Ciò è avvenuto nonostante gli effetti dei tagli fiscali, che hanno comportato una riduzione di gettito stimata in 2,499 miliardi di euro.
L’evoluzione positiva è stata determinata soprattutto da una forte espansione delle entrate (+9,7%), trainata dalla riscossione fiscale (+10,4%). Le principali imposte hanno registrato incrementi significativi:
- IRPEF: +13,2%
- IVA: +10,1%
- Imposta sulle società: +9,4%
Sul fronte della spesa, l’aumento complessivo è stato del 5,9%, dovuto principalmente ai trasferimenti interamministrativi (143,598 miliardi, +5%), agli interessi sul debito (+9,1%) e alle retribuzioni del pubblico impiego (+4,9%).
Dati consolidati del primo semestre
Parallelamente, il Tesoro ha diffuso i dati sul deficit consolidato di tutte le pubbliche amministrazioni per il primo semestre dell’anno. Il saldo negativo si è attestato a 32,827 miliardi di euro, pari all’1,96% del PIL, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’analisi per settore mostra andamenti differenziati:
- Governo centrale: deficit in crescita del 17,5%, fino a 19,445 miliardi di euro.
- Enti locali: disavanzo in aumento dell’11,2%, per un totale di 2,552 miliardi di euro.
- Regioni: riduzione del deficit del 10,4%, pari a 14,739 miliardi di euro.
- Previdenza sociale: surplus in crescita del 17,9%, con un saldo positivo di 3,909 miliardi di euro.
Sintesi
Il quadro dei conti pubblici evidenzia una tendenza di miglioramento del disavanzo complessivo, sostenuta principalmente dall’incremento delle entrate fiscali e contributive. Tuttavia, il peso degli eventi straordinari, come i fenomeni meteorologici estremi, e l’aumento della spesa per trasferimenti e interessi sul debito continuano a rappresentare elementi di pressione sui bilanci.
Surplus di 411 milioni fino a luglio pari allo 0.67% del PIL