L’evoluzione della carenza abitativa a Tenerife


L’evoluzione della carenza abitativa a Tenerife

Negli ultimi anni la situazione abitativa a Tenerife e nelle Isole Canarie ha subito un peggioramento significativo. Rispetto al 2018, la domanda di alloggi non soddisfatta è aumentata di oltre 14.000 unità, portando il fabbisogno complessivo a più di 54.000 abitazioni nel 2024. Questo incremento, pari al 35,5%, colloca entrambe le province dell’arcipelago tra le dieci aree spagnole con il più ampio squilibrio tra domanda e offerta.

Un deficit strutturale di lungo periodo

La carenza di alloggi nelle Canarie non rappresenta un fenomeno recente. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare del 2008, l’offerta non è riuscita a riallinearsi alla domanda effettiva, nonostante gli sforzi per rilanciare il settore edilizio. Già nel 2018, lo studio Documentos sobre la Economía Canaria della società di consulenza Corporación 5 evidenziava un fabbisogno abitativo superiore a 40.000 unità. Sei anni più tardi, il Rapporto sul settore immobiliare di CaixaBank Research ha aggiornato il dato, stimando una carenza pari a 54.204 unità.

Distribuzione territoriale

La scarsità di alloggi si manifesta con particolare intensità nelle due province:

  • Las Palmas necessita di 27.811 nuove abitazioni per rispondere alla domanda reale.
  • Santa Cruz de Tenerife presenta un fabbisogno di 26.393 unità.

Tali valori tengono conto solo delle abitazioni destinate a uso residenziale permanente, escludendo il patrimonio immobiliare legato al turismo o acquistato da stranieri non residenti.

La domanda esterna e il ruolo degli acquirenti stranieri

Un ulteriore elemento di pressione deriva dall’incidenza degli acquirenti stranieri non residenti. Nelle Canarie, la loro quota è tra le più alte a livello nazionale: 22% a Santa Cruz de Tenerife e 15% a Las Palmas. Solo province come Alicante (35%), Malaga (28%) e le Baleari (25%) presentano valori più elevati.

Tra le diverse nazionalità, quella tedesca risulta predominante: nelle Canarie, la quota di acquirenti tedeschi è passata dal 21% del 2019 al 55% del 2024, con una concentrazione di investimenti soprattutto nelle aree insulari di maggior richiamo turistico.


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