Le istituzioni scientifiche escludono un’eruzione a breve termine a Tenerife
Un comitato scientifico interistituzionale, composto dai principali organismi competenti in materia di sorveglianza sismica e vulcanologica, ha diffuso venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 13:30 un rapporto congiunto dedicato alla valutazione della recente attività sismica registrata sull’isola di Tenerife. Il documento, validato da enti quali l’Instituto Geográfico Nacional (IGN), l’Instituto Volcanológico de Canarias (INVOLCAN), il Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC), l’Instituto Geológico y Minero de España (IGME) e il Gobierno de Canarias, presenta una valutazione tecnica aggiornata sull’evoluzione dei fenomeni in atto.
Valutazione generale del rischio
La conclusione principale del rapporto stabilisce che, allo stato attuale delle conoscenze, gli eventi sismici osservati non comportano un incremento della probabilità di un’eruzione vulcanica nel breve o medio termine, arco temporale che gli specialisti collocano nell’ordine di settimane o mesi. Tale valutazione si basa sull’analisi integrata dei dati sismologici, geodetici e geochimici disponibili.
Parallelamente, il comitato evidenzia come l’attività vulcanica anomala, monitorata in modo sistematico dal 2016, mostri una tendenza all’intensificazione progressiva. Per questa ragione, la rete di monitoraggio è stata ulteriormente potenziata e l’analisi dei parametri osservati viene condotta con maggiore dettaglio, al fine di rilevare tempestivamente eventuali variazioni significative.
Periodo di osservazione e tipologia degli eventi
Il rapporto prende in esame il periodo compreso tra il 7 febbraio e la data di pubblicazione. In questo intervallo temporale sono state individuate diverse sequenze di eventi sismici a bassa frequenza e sette sciami sismici costituiti da centinaia di eventi ibridi, caratterizzati da segnali che combinano componenti vulcano-tettoniche e fenomeni associati alla dinamica dei fluidi.
Nonostante l’evidente attività registrata in profondità, non sono state rilevate variazioni apprezzabili nella deformazione del suolo, parametro generalmente indicativo di pressurizzazioni magmatiche superficiali. Inoltre, le più recenti campagne di misurazione geochimica hanno evidenziato una diminuzione dei valori monitorati, suggerendo l’assenza di segnali coerenti con un’imminente risalita di magma verso livelli superficiali.
Sismicità a bassa frequenza
Gli eventi a bassa frequenza risultano localizzati prevalentemente nel settore occidentale dell’area di Las Cañadas del Teide, a profondità comprese tra 7 e 9 chilometri. Secondo quanto riportato, la persistenza di tali segnali rappresenta un elemento di particolare interesse scientifico: episodi simili erano già stati osservati in passato, ma con carattere più sporadico e senza la continuità temporale riscontrata nelle settimane oggetto di studio.
Questa tipologia di sismicità, documentata sull’isola dal 2016, è generalmente associata al movimento di fluidi magmatici o idrotermali all’interno del sistema vulcanico. L’episodio di maggiore intensità si è verificato il 10 febbraio, quando un segnale continuo a bassa frequenza ha raggiunto il picco tra le 8:45 e le 10:15.
Sciami sismici ibridi
Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi di quattro sciami registrati negli ultimi otto giorni del periodo considerato:
- Tra le 23:00 del 18 febbraio e le 7:00 del 20 febbraio sono stati rilevati circa 2.500 eventi di magnitudo molto bassa.
- Tra le 20:00 del 21 febbraio e le 13:30 del 22 febbraio si è verificato un secondo episodio, con almeno 800 eventi suddivisi in due fasi distinte.
- Un terzo sciame si è sviluppato tra le 00:15 del 23 febbraio e le 9:00 del 24 febbraio, distinguendosi per la presenza di tre famiglie di segnali.
- Il quarto episodio, tra le 18:00 del 24 febbraio e le 18:00 del 25 febbraio, si è manifestato attraverso sequenze impulsive.
Tutti questi sciami risultano localizzati a ovest di Las Cañadas, a profondità comprese tra 7 e 9 chilometri. Il rapporto evidenzia che tali eventi sono più superficiali rispetto a quelli registrati prima del 2026; tuttavia, la magnitudo molto bassa ha impedito che venissero percepiti dalla popolazione.
Evento sismico tra Tenerife e Gran Canaria
Il documento analizza inoltre il terremoto avvertito il 26 febbraio nell’area marina compresa tra Tenerife e Gran Canaria. L’evento, localizzato a una profondità di 15 chilometri e con magnitudo 4,1 mbLg, è stato oggetto di valutazione specifica. Gli esperti indicano che non emergono elementi tali da suggerire una relazione diretta con la sismicità attualmente in corso sotto Las Cañadas del Teide, distinguendo quindi questo episodio dai fenomeni legati alla dinamica interna del sistema vulcanico di Tenerife.
Conclusioni operative
Nel complesso, il quadro delineato dal comitato conferma l’assenza di indicatori che facciano presagire un’eruzione imminente, pur in presenza di un’attività sismica persistente e in evoluzione. L’approccio adottato dalle istituzioni competenti si fonda su un monitoraggio multidisciplinare continuo, integrando dati sismici, geodetici e geochimici, al fine di garantire una valutazione costante e aggiornata dello stato del sistema vulcanico dell’isola.