La Legge sullo spreco Alimentare diventa obbligatoria a Tenerife


La Legge sullo spreco Alimentare diventa obbligatoria a Tenerife

Ogni anno, in media, un abitante di Tenerife getta oltre 24 chilogrammi di cibo ancora commestibile. Per contrastare questo fenomeno, lo scorso anno è stata introdotta la legge sulla Prevenzione delle Perdite e dello Spreco Alimentare, che integra le norme già esistenti sul territorio. Dal 3 aprile, a quasi un anno dall’entrata in vigore, il rispetto della legge diventerà obbligatorio, con sanzioni comprese tra 2.000 e 500.000 euro a seconda della gravità delle violazioni.

A livello nazionale, lo spreco alimentare ha registrato un calo del 20% dal 2020, ma nel settore della ristorazione e dell’ospitalità a Tenerife restano sfide operative significative. La legge impone obblighi concreti, come la predisposizione di piani di prevenzione, la priorità alla donazione delle eccedenze e la revisione dei contratti che possano ostacolare la redistribuzione degli alimenti. Tuttavia, il settore alberghiero segnala difficoltà legate alla gestione amministrativa e al personale necessario per l’applicazione delle nuove norme.

Le sanzioni previste oscillano tra 2.000 e 500.000 euro e il settore ha evidenziato alcune criticità principali: l’elevato carico amministrativo per le piccole e medie imprese, la richiesta che i costi di raccolta e trasporto delle donazioni non ricadano sul donatore, l’imposizione di regole sul cibo avanzato e un sistema sanzionatorio considerato sproporzionato e fonte di incertezza giuridica.

Dati recenti mostrano che il 71% delle imprese dispone già di un piano contro lo spreco alimentare, il 61,1% promuove pratiche interne di riduzione, e il 51,4% collabora con altri attori della filiera per limitare gli scarti.

Lo spreco alimentare ha impatti sia sociali sia economici, causando perdite per supermercati, ristoranti e hotel. Per affrontarlo, molte aziende stanno adottando tecnologie avanzate: buffet e supermercati utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e telecamere intelligenti per monitorare le scorte, ottimizzare le quantità da preparare e ridurre i rifiuti.

Secondo la Commissione Europea, però, la principale fonte di spreco resta la casa: il 97,5% degli alimenti sprecati proviene da abitazioni private, con l’80% dei casi legato a prodotti che si deteriorano prima del consumo. Frutta, verdura, latticini e pane rappresentano circa la metà degli alimenti gettati, seguiti da piatti a base di carne o legumi, principalmente a causa di una scarsa pianificazione dei pasti e di porzioni eccessive.

Con l’entrata nella fase obbligatoria, la legge punta a raggiungere obiettivi ambiziosi: ridurre del 30% lo spreco alimentare nell’UE entro il 2025 e del 50% entro il 2030. È previsto anche il dimezzamento dello spreco pro capite nella vendita al dettaglio e nel consumo e una riduzione del 20% nelle fasi di produzione e distribuzione entro il 2030. Per ottenere questi risultati, tutte le aziende della filiera alimentare dovranno predisporre piani di prevenzione.

La normativa stabilisce una gerarchia di priorità: prevenzione, consumo umano delle eccedenze tramite donazioni o redistribuzione, alimentazione animale, produzione di sottoprodotti industriali e, infine, riciclo o recupero energetico tramite biogas o combustibili. Già si osservano cambiamenti nelle catene di supermercati, dove la donazione di alimenti invenduti è sempre più frequente.

Anche i consumatori possono contribuire: piattaforme come Too Good To Go permettono di acquistare eccedenze giornaliere a prezzi ridotti fino al 75%, trasformando il cibo invenduto in “pacchi sorpresa”. Ristoranti, hotel, panetterie e supermercati utilizzano quotidianamente l’app per prevenire lo spreco, in linea con la normativa, e offrire ai clienti prodotti di qualità a costi contenuti. Diverse realtà commerciali a Tenerife confermano l’efficacia di questo strumento nel ridurre gli sprechi e promuovere una cultura della sostenibilità alimentare.


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