Il mercato del lavoro delle Isole Canarie in cifre


Il mercato del lavoro delle Isole Canarie in cifre

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L’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i risultati dettagliati dell’Indagine sulla Popolazione Attiva (EPA) relativa al 2025, offrendo un quadro articolato e approfondito della struttura del mercato del lavoro nelle Isole Canarie. L’analisi consente di cogliere non solo la distribuzione dell’occupazione tra i diversi settori economici, ma anche le principali caratteristiche della forza lavoro, in termini di età, livello di istruzione e tipologia contrattuale.

Nel complesso, i dati evidenziano una marcata centralità del settore privato, che assorbe circa l’80% degli occupati. In termini assoluti, ciò si traduce in circa 704.900 lavoratori impiegati in ambito privato, a fronte di 176.000 nel settore pubblico, pari al 17,2% del totale. Il lavoro autonomo rappresenta invece una quota relativamente contenuta, fermandosi al 14% degli occupati e risultando prevalentemente composto da titolari di microimprese senza dipendenti. Questo elemento sottolinea il peso limitato dell’imprenditorialità strutturata nell’economia dell’arcipelago.

Dal punto di vista settoriale, emerge con chiarezza la forte concentrazione dell’occupazione nei servizi. Il comparto che include commercio, trasporti, logistica e attività ricettive rappresenta il principale bacino occupazionale, con circa 442.000 addetti. Seguono, a distanza, i settori della pubblica amministrazione, istruzione, sanità e servizi sociali, che impiegano complessivamente 234.500 persone. Più contenuta risulta la presenza nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (109.000 occupati), nell’industria (51.500) e nelle attività artistiche, domestiche e di produzione per uso proprio (59.000).

L’analisi per professione conferma ulteriormente la prevalenza delle attività legate ai servizi. Quasi un terzo degli occupati (29,7%) è impiegato nella ristorazione, nei servizi alla persona, nella sicurezza e nelle vendite. Le mansioni elementari rappresentano il 15,7% dell’occupazione, mentre i tecnici e i professionisti qualificati incidono per il 15,3%. Le figure amministrative e d’ufficio costituiscono il 10,4%, seguite da artigiani e operai specializzati (9,7%), tecnici intermedi (8,3%) e operatori di macchinari (5,7%). Le posizioni dirigenziali e manageriali restano residuali, fermandosi al 3,2% del totale.

Per quanto riguarda il capitale umano, il mercato del lavoro delle Canarie continua a essere caratterizzato da una prevalenza di lavoratori con livelli di istruzione medio-bassi, in gran parte impiegati nei servizi. Tuttavia, nel 2025 l’arcipelago si distingue per un tasso di disoccupazione tra i laureati inferiore alla media nazionale (24% contro il 27,2%). Questo dato, apparentemente positivo, si accompagna però a un tasso di occupazione dei laureati tra i più bassi del Paese, suggerendo una limitata capacità del sistema economico di assorbire pienamente il lavoro qualificato.

Dal punto di vista demografico, la popolazione occupata mostra una distribuzione sbilanciata verso le fasce di età più mature. Su circa un milione di occupati, la classe più numerosa è quella tra i 45 e i 54 anni (288.000 persone), seguita da quella tra i 35 e i 44 anni (250.000). Decisamente più contenuta è la presenza dei giovani: si contano circa 51.700 occupati tra i 20 e i 24 anni e appena 7.500 tra i 16 e i 19 anni.

Nel complesso, il quadro delineato evidenzia un mercato del lavoro fortemente terziarizzato, con una limitata incidenza dell’imprenditorialità e una struttura occupazionale concentrata in attività a medio-bassa qualificazione, elementi che contribuiscono a definire le principali sfide economiche e sociali dell’arcipelago.


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