Il governo spagnolo propone all’UE di limitare l’acquisto di case non residenziali a Tenerife
Il Governo spagnolo ha sottoposto alla Commissione europea una proposta volta a consentire l’introduzione di limitazioni all’acquisto di abitazioni non destinate a uso residenziale nelle Isole Canarie. L’iniziativa mira ad attenuare la pressione sul mercato immobiliare dell’arcipelago e a favorire un accesso più equo alla casa, in particolare per i giovani e per le fasce sociali maggiormente vulnerabili.
Tale proposta si inserisce in un più ampio pacchetto di misure che il Ministero degli Affari Esteri ha presentato alle istituzioni europee, con l’obiettivo di includerle nel processo di semplificazione normativa previsto per le regioni ultraperiferiche (RUP) dell’Unione europea. Queste regioni, complessivamente nove territori appartenenti a Francia, Portogallo e Spagna, beneficiano di un regime giuridico speciale riconosciuto dai trattati europei, in considerazione delle loro specifiche condizioni strutturali, geografiche ed economiche. Secondo quanto illustrato dal ministro della Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, l’intento è quello di adattare il quadro normativo europeo alle esigenze particolari di tali territori, tra cui le criticità legate al mercato abitativo.
Parallelamente, anche il Governo delle Canarie aveva avanzato una richiesta autonoma alla Commissione europea per ottenere un’eccezione specifica in materia di alloggi nell’ambito delle regioni ultraperiferiche. L’obiettivo dichiarato era il contenimento dell’incremento dei prezzi immobiliari e la tutela della funzione sociale della casa. In questo caso, tuttavia, l’approccio proposto si è orientato verso misure più restrittive, quali il divieto o la limitazione dell’acquisto di abitazioni da parte di cittadini stranieri non residenti nell’arcipelago.
Nel loro complesso, queste iniziative riflettono un dibattito crescente sulla necessità di strumenti normativi differenziati per affrontare le dinamiche del mercato immobiliare nelle regioni ultraperiferiche, caratterizzate da una forte pressione esterna, da un’offerta abitativa limitata e da un impatto significativo dei flussi turistici e degli investimenti non residenziali. L’evoluzione del confronto con le istituzioni europee sarà determinante per definire il margine di intervento consentito agli Stati membri e alle autorità regionali in un ambito strettamente connesso ai principi della libera circolazione e del mercato unico.