Gli alisei sfidano la calima per liberare i cieli di Tenerife


Gli alisei sfidano la calima per liberare i cieli di Tenerife

Gli alisei tornano protagonisti nei cieli delle Canarie, dove, in occasione del Giovedì Santo, è previsto un netto cambio delle condizioni atmosferiche dopo l’intenso episodio di “super calima” che ha interessato l’arcipelago nei giorni precedenti. Secondo le previsioni dell’Agenzia Statale di Meteorologia (Aemet), l’arrivo di correnti settentrionali più sostenute favorirà una progressiva dispersione della polvere sahariana in sospensione già nel corso della mattinata.

Il quadro meteorologico si configura come un vero e proprio confronto tra due dinamiche opposte: da un lato la persistenza della calima, dall’altro la spinta degli alisei, destinati a ristabilire condizioni di maggiore stabilità e visibilità. Nelle prime ore della giornata si prevedono ancora residui di pulviscolo nell’aria, ma l’intensificazione del vento da nord dovrebbe determinare un rapido miglioramento, con cieli via via più limpidi e una maggiore presenza di soleggiamento tipicamente primaverile.

Le indicazioni ufficiali per il prosieguo della Settimana Santa delineano uno scenario generalmente stabile: assenza di fenomeni meteorologici rilevanti, prevalenza di cieli poco nuvolosi o sereni e temperature miti, con valori massimi attorno ai 22-23 gradi. Un contesto che segna una transizione verso condizioni quasi estive, soprattutto dopo un mese di marzo caratterizzato da precipitazioni più frequenti del normale.

L’episodio di calima che precede questo miglioramento ha tuttavia avuto un impatto significativo. Per due giorni consecutivi, la presenza di polveri sottili ha alterato la qualità dell’aria e la visibilità, conferendo ai cieli una tipica colorazione ocra. In alcune aree la visibilità è scesa fino a circa 3 chilometri, mentre le concentrazioni di particolato PM10 hanno raggiunto livelli elevati: fino a 600 microgrammi per metro cubo nella giornata di mercoledì e oltre i 1.000 microgrammi il giorno precedente, valori che rientrano nella classificazione di “super calima”, soprattutto nel sud di Tenerife.

Dal punto di vista sanitario, pur trattandosi di un fenomeno naturale, l’elevata concentrazione di particelle fini rappresenta un fattore di rischio. Le polveri, per le loro dimensioni ridotte, possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio, depositandosi negli alveoli e, in alcuni casi, entrando nel circolo sanguigno. Questo processo può innescare risposte infiammatorie e aumentare lo stress ossidativo, con possibili ripercussioni su soggetti affetti da patologie respiratorie e cardiovascolari.

Parallelamente, sono previste analisi approfondite sulla composizione delle masse d’aria che hanno raggiunto l’arcipelago. Il Istituto di Prodotti Naturali e Agrobiologia (IPNA-CSIC), attraverso il proprio Laboratorio di Qualità dell’Aria, avvierà studi specifici per identificare eventuali componenti di origine antropica trasportati insieme alla polvere sahariana, inclusi possibili contaminanti industriali provenienti dal continente africano.

Nel complesso, l’evoluzione prevista lascia intravedere un rapido ritorno a condizioni atmosferiche favorevoli, con cieli più puliti e un clima ideale per le attività all’aperto durante le festività pasquali, dopo una fase caratterizzata da elevata torbidità atmosferica e criticità per la qualità dell’aria.


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