Canarie 18 milioni di turisti nel 2025
I dati relativi agli arrivi di turisti stranieri alle Isole Canarie nel mese di novembre confermano le previsioni formulate nel corso dell’anno. In attesa della pubblicazione dei dati definitivi relativi all’ultimo mese, appare altamente probabile che l’arcipelago superi per la prima volta la soglia dei 18 milioni di turisti annui, considerando complessivamente i flussi nazionali e internazionali, segnando così un nuovo massimo storico.
A titolo di confronto, nel 2024 le Canarie si erano già avvicinate in modo significativo a questo traguardo, registrando un totale di 17,76 milioni di visitatori. Il trend di crescita osservato nel 2025 si inserisce quindi in una dinamica di progressivo consolidamento dei flussi turistici, avviata negli anni immediatamente successivi alla pandemia.
Nel solo mese di novembre, l’arcipelago ha accolto 1,46 milioni di turisti stranieri, con un incremento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE). Questo risultato conferma la stabilità della domanda internazionale durante la stagione invernale, tradizionalmente uno dei periodi di maggiore affluenza per la destinazione.
Analizzando i dati cumulativi da gennaio a ottobre, le Isole Canarie hanno ricevuto complessivamente 15,10 milioni di turisti, di cui 13,30 milioni provenienti dall’estero, pari all’88,09% del totale. Il volume complessivo degli arrivi risulta superiore del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una crescita sostenuta e diffusa.
Sulla base dei dati relativi al mese di dicembre 2024, durante il quale sono stati registrati 1,67 milioni di arrivi complessivi, di cui 130.238 turisti nazionali, e considerando una previsione di crescita intorno all’1%, le stime indicano che entro la fine del 2025 il numero totale di visitatori potrebbe collocarsi in un intervallo compreso tra i 18 e i 18,5 milioni.
Alla base di questa espansione si collocano diversi fattori strutturali: il rafforzamento della connettività aerea, i continui miglioramenti dell’offerta alberghiera e il ruolo rilevante degli alloggi turistici extra-alberghieri. Tali elementi hanno contribuito in modo determinante alla ripresa e alla successiva crescita del settore turistico, dopo una fase di forte instabilità che aveva caratterizzato il periodo pandemico. I dati attuali confermano il ruolo centrale del turismo come principale motore dell’economia regionale.
Al tempo stesso, le caratteristiche attuali del settore rendono più complessa l’elaborazione di previsioni affidabili per il 2026. In particolare, la possibile riduzione del numero di alloggi turistici a seguito dell’introduzione di nuove normative sugli affitti per vacanze potrebbe determinare una contrazione dell’offerta ricettiva. In uno scenario di domanda elevata, la perdita di posti letto extra-alberghieri potrebbe generare uno squilibrio tale da limitare la capacità complessiva di assorbimento dei flussi turistici.
Per quanto riguarda i mercati di origine, il Regno Unito si conferma il principale bacino di provenienza dei turisti diretti verso le Canarie. Parallelamente, i dati indicano una performance particolarmente positiva del mercato italiano, che nei primi dieci mesi dell’anno ha registrato un incremento di 52.282 arrivi rispetto allo stesso periodo precedente, pari a una crescita dell’8,4%.
Il mercato tedesco, secondo per importanza, mostra segnali di recupero dopo una fase di contrazione negli anni passati, con un aumento complessivo dell’1,6% rispetto al 2024. Questo risultato è stato sostenuto in modo significativo dalla ripresa dell’isola di La Palma, che ha registrato una crescita del 21%.
Non tutti i mercati, tuttavia, hanno seguito la stessa dinamica. I Paesi nordici hanno evidenziato un calo complessivo dell’1,8% nei primi dieci mesi dell’anno, con 17.140 turisti in meno. Sebbene Danimarca e Finlandia abbiano mostrato segnali positivi, la diminuzione degli arrivi dalla Norvegia (-18.850) e dalla Svezia (-20.438) ha inciso negativamente sul risultato complessivo di un’area geografica che non ha ancora recuperato pienamente i livelli precedenti alla pandemia.
La flessione più marcata si è osservata sull’isola di La Palma per quanto riguarda il mercato belga, che ha registrato una riduzione del 26,2% nei primi dieci mesi dell’anno. In controtendenza, il mercato irlandese ha evidenziato una crescita eccezionale, pari al 601,5%, passando da volumi pressoché nulli a 2.848 visitatori.
Nel complesso, da inizio anno il Regno Unito ha registrato un incremento del 2,6%, raggiungendo quasi 5,3 milioni di visitatori. Su base mensile, oltre mezzo milione di passeggeri atterra negli aeroporti delle Isole Canarie, a conferma dell’elevata intensità dei flussi turistici e della rilevanza strategica del settore per l’economia dell’arcipelago.