Acquistare online da Tenerife può essere un vantaggio


Acquistare online da Tenerife può essere un vantaggio

Contrariamente alla percezione comune, effettuare acquisti online da Tenerife può risultare economicamente vantaggioso per i consumatori. Questo scenario è determinato da una combinazione di fattori normativi e fiscali che, nel loro insieme, favoriscono le importazioni a basso valore rispetto agli acquisti effettuati presso esercizi commerciali locali.

Un regime fiscale speciale: vantaggi per il consumatore finale

Tenerife si colloca al di fuori dello spazio IVA dell’Unione Europea e adottano un’imposta indiretta propria, l’IGIC, la cui aliquota ordinaria è pari al 7%. Questa peculiarità fiscale consente l’applicazione di regole differenti rispetto al territorio continentale.

La maggior parte delle grandi piattaforme internazionali di e-commerce, come Amazon, AliExpress o Temu, esclude l’IVA (22% in Italia, 21% in Spagna) dalle spedizioni verso Tenerife. Inoltre, per ordini con un valore dichiarato inferiore a 150 euro, vige l’esenzione sia da imposte doganali sia dall’IGIC, a condizione che la documentazione sia corretta e che la spedizione rientri nei parametri previsti.

Il risultato di questa combinazione normativa è un risparmio potenziale che può superare il 25% rispetto ai prezzi continentali. Tale dinamica ha incentivato una crescita significativa dell’e-commerce nell’arcipelago, soprattutto per l’acquisto di articoli leggeri e poco voluminosi come dispositivi elettronici, videogiochi, piccoli elettrodomestici o libri.

La semplificazione doganale e il modulo H7

Dal 2017, il processo di sdoganamento per merci di basso valore è stato semplificato grazie all’introduzione del modulo H7, che può essere compilato direttamente dall’acquirente. Questo strumento ha agevolato ulteriormente le importazioni private, riducendo tempi e costi legati alla burocrazia doganale.

Tuttavia, in presenza di irregolarità nella dichiarazione del valore, errori documentali o spedizioni tramite corrieri privati, le autorità doganali possono richiedere il pagamento dell’IGIC o l’emissione di una DUA (Documento Único Administrativo). Tali circostanze possono comportare ritardi, spese aggiuntive e difficoltà nella consegna.

Impatto sul commercio locale e concorrenza asimmetrica

La struttura fiscale favorevole all’e-commerce internazionale ha prodotto effetti rilevanti sul tessuto commerciale locale. Le imprese canarie sono obbligate ad applicare l’IGIC a tutte le vendite, indipendentemente dall’importo, venendo così a trovarsi in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai venditori esterni.

Secondo i dati forniti da CECAPYME (Confederación Canaria de la Pequeña y Mediana Empresa), oltre il 60% degli e-commerce attivi nella penisola iberica non effettua spedizioni verso le Canarie, e solo il 4% offre opzioni di consegna espressa. Questa disconnessione logistica, unita alla pressione fiscale e alla bassa competitività di prezzo, ha messo a dura prova la sopravvivenza di molte piccole e medie imprese dell’arcipelago.

Modelli di resilienza commerciale

Nonostante le difficoltà, alcuni operatori locali sono riusciti a mantenere la propria attività grazie a strategie di adattamento basate sulla specializzazione, il servizio personalizzato e la gestione flessibile dei margini di profitto. L’integrazione dell’e-commerce come strumento di approvvigionamento complementare ha permesso ad alcune attività di reperire prodotti non disponibili nei canali distributivi tradizionali dell’isola o a condizioni economiche più vantaggiose rispetto a quelle proposte dai fornitori locali.

In questi casi, le piattaforme internazionali non rappresentano una minaccia diretta, ma piuttosto un mezzo per ottimizzare la catena del valore, a patto che vi sia un equilibrio sostenibile tra margini, fidelizzazione della clientela e qualità del servizio.

Prospettive di revisione normativa e armonizzazione fiscale

Nel tentativo di riequilibrare le condizioni concorrenziali tra venditori locali e piattaforme globali, il governo delle Isole Canarie ha annunciato l’intenzione di rivedere l’attuale regime di esenzione per gli acquisti di basso valore. Una delle proposte in discussione riguarda l’obbligo per gli operatori di e-commerce di applicare e versare direttamente l’IGIC al momento della transazione, analogamente a quanto stabilito dall’Unione Europea nel 2021, con la soppressione dell’esenzione IVA per ordini inferiori a 22 euro.

Tale misura contribuirebbe a ridurre gli oneri burocratici per i consumatori, semplificare i controlli doganali e creare un contesto fiscale più equo, preservando nel contempo la competitività delle imprese locali.

Acquistare online da Tenerife può essere un vantaggio

Il sistema attuale, se da un lato consente ai consumatori canari di accedere a beni di consumo a prezzi ridotti, dall’altro pone seri interrogativi sulla sostenibilità del commercio locale e sulla parità di trattamento fiscale. In un contesto economico globalizzato, il bilanciamento tra convenienza individuale e protezione del tessuto produttivo locale rimane una sfida aperta, che richiede interventi normativi calibrati e una strategia logistica integrata a livello insulare, nazionale ed europeo.


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